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L’attività dei carabinieri Nucleo Ambiente, forestali e Guardia costiera ha fatto seguito all’inchiesta de Il Vibonese che aveva documentato uno sversamento incontrollato di liquami nel torrente Mandricelle e quindi sino a mare

Lo sversamento di liquami a Coccorinello
Ambiente

Trova piena conferma l’inchiesta de Il Vibonese che il 6 agosto scorso ha scoperto e sollevato il caso di una vera e propria “bomba” ecologica a Coccorinello di Joppolo con liquami che finivano nel torrente Mandricelle e quindi a mare. Il personale della Sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri “Nucleo Ambiente” della Procura di Vibo, guidati dal luogotenente Gaetano Vaccari, unitamente ai carabinieri forestali ed alla Guardia costiera, ha individuato il punto di sversamento dei liquami ed un manufatto in cemento armato all’interno del quale vi erano delle pompe nuove di sollevamento che dovevano servire per smaltire i liquami dell’intero comprensorio del Poro portando i reflui fognari nel depuratore di Joppolo, ma che mai sono entrate in funzione. Fogna mai collettata, quindi, e le vasche di raccolta dei liquami che, una volta piene, tracimavano invadendo i terreni circostanti finendo nel torrente Mandricelle e nei terreni circostanti. Dovrà essere ora il Comune di Joppolo a provvedere ad effettuare tutti i lavori di collettamento. La pompa e l’impianto -trovati ricoperti da erbacce - sono stati affidati dai carabinieri al sindaco Carmelo Mazza che ha personalmente partecipato alle ricerche delle vasche e dei liquami dopo l’inchiesta pubblicata in esclusiva da Il Vibonese. Più nel dettagliola nella stazione di sollevamento di via vico I Sala è stato trovato un gruppo elettrogeno mai entrato in fuzione. I reflui fognari non riuscivano ad arrivare all'impianto di sollevamento poichè i tubi sono stati trovati rotti o tagliati. I liquami accumulati nelle vasche, quindi, tracimavano da ogni lato in quanto non è stato trovato alcun collegamento funzionante alle pompe di sollevamento che, non ricevendo liquami, non potevano entrare in funzione. Una situazione paradossale, una vera "bomba" ecologica che durava da parecchio tempo alla quale si sta cercando ora di porre rimedio bonificando il tutto per riportare la situazione alla normalità e nei parametri di legge. Il sindaco, Carmelo Mazza, ha già fatto intervenire sul posto alcune ditte per aspirare tutti i liquami con le autobotti e collettare poi il tutto per portare la fogna alla stazione di sollevamento e, quindi, al depuratore. Dal canto suo, l'Arpacal ha effettuato una serie di prelievi che saranno utilissimi alle indagini. Prelievi sia nelle vasche che nel torrente. L'intera attività viene seguita con la massima attenzione dal procuratore di Vibo, Bruno Giordano (in foto), che da tempo ha conferito un'apposita delega per monitorare l'intero territorio provinciale palmo a palmo. Tollerza zero, dunque, per i responsabili dei vari reati ambientali. Individuati i luoghi documentati dall'inchiesta de Il Vibonese, inizia ora per gli investigatori l'attività tesa ad accertare tutte le responsabilità per quanto scoperto. Negli uffici comunali, infatti, dell'intera opera (pompe di sollevamento, vasche e gruppo elettrogeno) il sindaco non ha infatti trovato alcuna documentazione. La polizia giudiziaria è così impegnata a ricostruire a ritroso tutti i passaggi che hanno portato alla situazione appena scoperta. Chi materialmente ha realizzato le opere? Chi ha liquidato i lavori senza collaudo? Da chi sono state rilasciate le autorizzazioni per gli impianti? Chi doveva vigilare sul regolare funzioanmento delle pompe di sollevamento? Chi è responsabile dello sversamento a mare, attraverso il torrente Mandricelle, dei liquami fognari? Interrogativi ai quali il procuratore diretta da Bruno Giordano, i carabinieri dell'Aliquota "Nucleo Ambiente della Procura, il Corpo forestale e la Guardia Costiera. LEGGI ANCHE: “Bomba” ecologica a Coccorinello di Joppolo, scarichi fognari direttamente nel torrente (VIDEO) 

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