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Il gip del Tribunale di Vibo accoglie la richiesta del procuratore Bruno Giordano. Proseguono le indagini della polizia giudiziaria, aliquota carabinieri “Nucleo Ambiente” e della Guardia costiera. Un indagato

Ambiente

Sequestrato dalla sezione di polizia giudiziaria, aliquota carabinieri “Nucleo Ambiente" della Procura di Vibo, unitamente alla Guardia costiera la conduttura by pass posta nel pozzetto di arrivo dei liquami dell’impianto di depurazione sito nella frazione Comerconi del comune di Nicotera. Il gip del Tribunale di Vibo, Gabriella Lupoli, ha infatti accolto in pieno la richiesta del procuratore Bruno Giordano essendo stata accertata l’utilizzazione, all’interno dell’impianto depurativo di Comerconi di Nicotera, di una conduttura by-pass totalmente illegale posta nella vasca di accumulo e tale da consentire la deviazione delle acque reflue accumulate direttamente nel pozzetto finale senza alcun trattamento depurativo, defluendo in tal modo nello scarico finale del corpo ricettore e, quindi, nel torrente che conduce a mare. Tale meccanismo, ad avviso del gip, oltre a rappresentare una fraudolenta esecuzione di un contratto concluso con la pubblica amministrazione, permetteva notevoli risparmi con conseguente illecito profitto da parte della società che gestiva l’impianto che in tal modo evitava la depurazione di consistenti volumi di acque fognarie e lo smaltimento in appositi impianti dei rifiuti di risulta (fanghi, sabbie e altro materiale derivante dal processo depurativo), ricevendo indebiti corrispettivi dal Comune di Nicotera. Un sistema illecito di smaltimento dei reflui fognari che per tale via venivano recapitati direttamente a mare, in assenza di qualunque autorizzazione allo scarico, risultando scaduta quella preesistente, provvisoriamente rilasciata al precedente gestore e comunque indicante precise condizioni e limiti tabellari di accettabilità per lo scarico di acque depurate nel fosso Pecoraro. Tutto ciò ha provocato un inquinamento del suolo, delle acque e del mare, con serio rischio per la salute pubblica. Da qui la contestazione dei reati di truffa e frode nelle pubbliche forniture, getto pericoloso di liquami e altro reato ambientale inerente il superamento dei valori limite nello scarico, oltre al sequestro della conduttura by-pass. Indagato Adriano Ferro, 29 anni, direttore tecnico della ditta Multiservice scarl. Indagini sono in corso da parte dei carabinieri, Nucleo Ambiente della Procura guidati da Gaetano vaccari, per capire chi ha dato parere favorevole alla regolarità dei lavori. Sul posto era presente durante le operazioni di sequestro, anche il commissario prefettizio di Nicotera, Valente. 

 

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