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La ditta incaricata dal sindaco del Comune di Joppolo ha caricato spazzatura e ingombranti in enormi cassoni, ma resta il pericolo per l’ambiente in attesa di una bonifica completa. Si cercano ora le responsabilità penali

Ambiente

E’ stata tolta (anche se non completamente) la gran parte dei rifiuti ammassati in località Feudo del Pioppo a Caroniti in quella che doveva essere solo un’isola ecologica - ovvero un luogo di deposito di soli ingombranti – ma che è stata trasformata in una discarica a cielo aperto non autorizzata. Dopo l’inchiesta de Il Vibonese, il caso dei mancati controlli sollevato dalla nostra testata e il servizio andato in onda sul Tg di La C Tv , il sindaco di Joppolo Carmelo Mazza – che abita a circa 700 metri dal luogo del disastro ambientale – ha emesso un’ ordinanza affidando la pulizia dell’area e la bonifica del sito alla stessa ditta (la C.F.V. società cooperativa di Monteporo che ha in appalto la raccolta dei rifiuti nel territorio comunale) che sembra non essersi accorta dello scempio in cui è stata trasformata negli ultimi tempi (mesi) l’intera zona. Dalle immagini del nostro servizio (GUARDA QUI: Isola ecologica divenuta discarica, il sindaco di Joppolo: “Nessuno doveva controllare” (VIDEO) si nota chiaramente che nei sacchi neri erano stati raccolti in maniera differenziata i rifiuti, dalla plastica alla carta sino all’umido. Finito però tutto ammassato e gettato a terra, è stato ora a sua volta raccolto e riammassato dalla ditta in enormi cassoni per essere portato e gettato altrove. Trattandosi di spazzatura che era stata differenziata prima di finire in discarica, e vista l’enorme quantità di rifiuti trovati, ovvia la domanda: è venuta per caso una ditta di un altro Comune a scaricare tutti quei rifiuti nell’isola ecologica di Caroniti? Quali e quanti cittadini di Joppolo potevano avere interesse a differenziare i loro rifiuti e –  anziché aspettare la raccolta sotto casa da parte della ditta incaricata – arrampicarsi in auto o con qualche furgone per scaricare loro direttamente la spazzatura in località Feudo del Pioppo di Caroniti? Se invece l’area doveva servire per “stoccare i rifiuti”, come ha dichiarato il sindaco Carmelo Mazza ai nostri microfoni, chi doveva stoccarli se non la ditta che non si è accorta che l’area era stata trasformata nel frattempo in un enorme discarica non autorizzata? E come mai per ripulire l’area, il primo cittadino di Joppolo ha ritenuto di affidarsi ancora alla medesima ditta che non si è accorta che l’isola ecologica era stata trasformata in un enorme immondezzaio? E davvero l’opinione pubblica e i cittadini devono accontentarsi dell’affermazione del sindaco “Nessuno doveva vigilare” fatta ai nostri microfoni? In sostanza, chi paga per tale scempio ambientale ad opera – per richiamare quanto messo nero su bianco nell’ordinanza sindacale – di “ignoti”? Il caso è al momento nelle mani dei carabinieri della Stazione di Joppolo e della Compagnia di Tropea, gli unici che stanno cercando di andare sino in fondo per accertare tutte le responsabilità in una storia che “puzza” anche mantenendosi a debita distanza fisica dalla discarica. In attesa che magari anche i carabinieri forestali, l’Asp di Vibo, la Procura di Vibo Valentia ed altri corpi dello Stato vogliano metterci il naso e vederci chiaro in questa storia, ciò che resta sul terreno (nel senso letterale del termine) è il percolato. Già, il percolato, ovvero il liquido che trae prevalentemente origine dall'infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi. Nelle discariche, poi, il percolato è altamente inquinante, tanto che deve essere per legge captato ed opportunamente trattato nel sito stesso della discarica o trasportato in impianti ad hoc debitamente autorizzati allo smaltimento dei rifiuti liquidi. Sta avvenendo nella “bonifica” della discarica di Caroniti tutto ciò? In quali impianti “ad hoc debitamente autorizzati” verrà portato e smaltito il percolato? Interrogativi per i quali attendiamo risposte dal Comune di Joppolo e da tutti gli apparati dello Stato deputati al controllo dell’operato dei pubblici amministratori ed alla repressione dei reati – in questo caso già consumati – contro l’ambiente e la salute pubblica. LEGGI ANCHE: Inchiesta | Isola ecologica trasformata a Monteporo in discarica incontrollata (VIDEO)  e  Discarica abusiva a Caroniti: la ditta che non si è accorta del disastro incaricata di rimuovere i rifiuti 

 

 

 

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