Rifiuti a Vibo: Progettambiente contro il Comune, si va al Consiglio di Stato

La vecchia ditta contesta le ordinanze del sindaco con le quali è stata obbligata nel 2015 a fornire le stesse prestazioni anche per un periodo successivo alla scadenza del contratto

La vecchia ditta contesta le ordinanze del sindaco con le quali è stata obbligata nel 2015 a fornire le stesse prestazioni anche per un periodo successivo alla scadenza del contratto

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Si andrà al Consiglio do Stato per la vertenza che oppone la società cooperativa “Progettambiente” al Comune di Vibo. Il 30 luglio del 2015 – data di cessazione del contratto – per evitare l’interruzione della raccolta dei rifiuti che avrebbe comportato notevoli disagi e pericoli per l’incolumità pubblica, “palazzo Luigi Razza” ha emanato un’ordinanza sindacale urgente e indifferibile, con la quale è stato ordinato alla Progettambiente società cooperativa, di proseguire nell’espletamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, disponendo che per il periodo previsto nella stessa ordinanza la ditta fornisse le stesse prestazioni e i medesimi servizi allo stesso prezzo indicato nel contratto del 2014, con l’impiego del medesimo personale alle sue dipendenze. L’ordinanza del sindaco è stata poi parzialmente modificata con altra ordinanza del 6 agosto 2015, la quale stabiliva che il servizio avesse termine il 30 settembre 2015. Con successiva ordinanza sindacale del 25 settembre 2015, è stato quindi prorogato al 31 ottobre 2015, con le stesse prestazioni, i medesimi servizi, allo stesso prezzo e con l’impiego del medesimo personale. La Progettambiente ha però presentato ricorso al Tar di Catanzaro per ottenere l’annullamento di tutte le ordinanze sindacali, ma i giudici amministrativi di primo grado hanno rigettato il ricorso prodotto dalla ditta ritenendolo infondato. Avverso tale sentenza, la società cooperativa Progettambiente ha però presentato appello al Consiglio di Stato e da qui la decisione del Comune di costituirsi in giudizio ritenendo ingiustificate le argomentazioni adottate dalla ditta per impugnare la decisione di primo grado.