sabato,Giugno 22 2024

A Limbadi la rivolta delle coscienze nel nome di Maria Chindamo – Video

L'ottavo anniversario della scomparsa dell’imprenditrice di Laureana di Borrello accoglie autorità, cittadini e studenti in un grido di legalità e giustizia

A Limbadi la rivolta delle coscienze nel nome di Maria Chindamo – Video

L’attrice Lucia Limonta interpreta Maria Chindamo in un monologo struggente e lo fa in occasione dell’ottavo anniversario della scomparsa dell’imprenditrice di Laureana di Borrello accoglie autorità, cittadini e studenti. È un grido di legalità e di speranza quello che si leva in località Montalto a Limbadi davanti al cancello dell’azienda di Maria, teatro del rapimento e dell’uccisione della donna. «Otto anni non hanno fatto altro che amplificare la partecipazione in questo  luogo di rinascita». Poi il riferimento all’avvio del processo per l’omicidio di Maria Chindamo davanti alla Corte d’assise di Catanzaro: «Sarà un cammino duro e difficile», ammette Vincenzo che volge lo sguardo alle centinaia di persone presenti e dice: «Anche questa è sentenza. Sentenza di Cassazione. Questo è il popolo che si ribella a certe logiche. Questo terreno rappresenta un riscatto del territorio dalla criminalità organizzata che da luogo di morte diviene luogo di rinascita».
Vincenzo Chindamo, fratello di Maria, è l’alfiere di una grande battaglia di verità e giustizia. Una battaglia nella quale non è affatto solo. C’è la Chiesa al suo fianco con don Giacomo Panizza, della comunità “Progetto Sud”.
Una battaglia sposata anche da Libera con il referente regionale Giuseppe Borrello e la referente provinciale di Vibo Maria Joel Conocchiella. È un grande movimento quello che nasce nel nome di Maria e che coinvolge anche e soprattutto il consorzio  Goel. «Chi voleva far tacere Maria ha ottenuto l’opposto», ha detto il presidente Vincenzo Linarello che ha annunciato la decisione del tribunale di Palmi di ammettere il gruppo Goel come parte civile nel processo agli estorsori di Pino Trimboli, ristoratore e imprenditore agricolo di Martone, nella  Locride, vittima di minacce. «Oggi – ha proseguito Linarello – si sancisce come la società civile sia parte lesa in ogni azione mafiosa e noi dovremmo inondare di costituzioni di parte civile ogni azione mafiosa sul territorio. La ‘ndrangheta dovrà capire che ha tutto il popolo contro», l’auspicio del presidente Goel.

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