domenica,Settembre 19 2021

Ricadi, a Formicoli carabinieri subacquei recuperano un antico manufatto

In corso attività di sopralluogo, anche a Joppolo, a tutela del patrimonio culturale subacqueo da parte della Soprintendenza archeologia delle belle arti e del paesaggio

Ricadi, a Formicoli carabinieri subacquei recuperano un antico manufatto
Il gruppo dei carabinieri subacquei con l'antico manufatto recuperato in località Formicoli
Il manufatto recuperato

In questi giorni, nelle acque antistanti i comuni di Ricadi e Joppolo, sono in corso attività di sopralluogo a tutela del patrimonio culturale subacqueo da parte della Soprintendenza archeologia delle belle arti e del paesaggio di Reggio Calabria e della provincia di Vibo Valentia, diretta dal soprintendente ad interim Salvatore Patamia, d’intesa con il comando carabinieri Tutela patrimonio culturale-Nucleo Cosenza e la collaborazione tecnico-operativa del Nucleo carabinieri subacquei Messina. Il sopralluogo, a verifica di alcune segnalazioni di cittadini, giunte alla Soprintendenza tramite la Capitaneria di porto di Vibo Marina, ufficio marittimo – Tropea e delegazione di spiaggia di Nicotera Marina, ha consentito l’acquisizione di nuovi dati utili alla conoscenza del patrimonio culturale subacqueo presente sui fondali di questo tratto di costa vibonese. [Continua in basso]

«Nel corso delle attività – si legge in una nota -, coordinate e dirette dal funzionario archeologo subacqueo Alessandra Ghelli, e con la collaborazione del funzionario archeologo Michele Mazza, nello specchio acqueo antistante località Formicoli di Ricadi, a seguito della segnalazione fatta dall’archeologo Manuel Zinnà, è stato recuperato un manufatto litico, piatto, dalla forma subtriangolare provvisto di un foro nella parte apicale. La pietra, di tipo granitico, è alta 50 centimetri, larga 44 e presenta uno spessore di 10. Il foro, passante, a sezione circolare ha un diametro di 6. Questo tipo di reperti – è scritto nel comunicato – sono spesso rinvenuti sui fondali marini in assenza di contesti archeologici, come nel caso specifico, per cui è molto difficile fornire un inquadramento cronologico. La tipologia del manufatto rimanda comunque ad una funzionalità in ambito marino/marinaresco quale ancora o più probabilmente, proprio per la presenza di un solo foro, zavorra o semplice corpo morto, non inquadrabile correttamente, per via del suo utilizzo ininterrotto, che si è protratto nel corso dei secoli, dalla preistoria fino ad oggi».  

Il reperto è stato consegnato a Vincenzo Calzona del Comune di Ricadi e depositato all’interno dei locali che, a breve, ospiteranno i reperti del nascente Museo archeologico e paleontologico e conservato immerso in acqua all’interno di un’apposita vasca.

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