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Previsto per mercoledì 29 maggio un sopralluogo del generale Giuseppe Vadalà. In programma a breve anche un intervento della Regione per la deviazione del corso d’acqua 

Ambiente

Il generale Giuseppe Vadalà, commissario straordinario per la bonifica delle discariche abusive presenti sul territorio nazionale, sarà a Pizzo per un sopralluogo il prossimo mercoledì 29 maggio. È quanto fa sapere il sindaco Gianluca Callipo ribadendo «l’impegno dell’amministrazione comunale nel giungere alla bonifica del sito garantendo la massima collaborazione alla struttura del commissario straordinario delegato dal Governo nazionale e con il quale siamo in costante contatto anche in merito alla vicenda che ha visto il fiume Angitola lambire la ex discarica. La priorità dell’Esecutivo - aggiunge - era e resta quella di garantire la salvaguardia e la tutela dei 13 chilometri di litorale napitino e portare a definitiva conclusione una problematica che oltre a mettere a rischio la salute dei bagnanti, rappresenta una minaccia per il patrimonio ambientale e paesaggistico cittadino».

Per la bonifica del sito, il progetto redatto dal Comune è stato approvato circa due anni fa dalla Conferenza dei servizi e passato, poi, alla gestione del Commissario straordinario per la realizzazione degli interventi necessari alla bonifica delle discariche abusive presenti sul territorio nazionale. «In merito alla deviazione del fiume in prossimità della foce - prosegue Callipo -, che potrebbe causare il riversamento dei rifiuti in mare, l’amministrazione comunale ha nuovamente attenzionato e richiesto interventi alla Regione Calabria. L’ente sovracomunale, che ha competenza sulla questione fiumi e torrenti, circa un anno fa era intervenuto con la realizzazione di una scogliera utile ad evitare che l’argine dell’Angitola tornasse a deviare verso sud lambendo l’ex discarica di rifiuti. L’intervento - conclude Callipo - evidentemente non è stato sufficiente ma la Regione ha comunque già programmato per la prossima settimana un intervento finalizzato a riportare il corso d’acqua sul percorso originario, evitando così ulteriori rischi». 

Lacnews24.it
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