mercoledì,Aprile 21 2021

Rifiuti, lo Slai Cobas guarda con favore il piglio del sindaco Limardo

Per il sindacato il primo cittadino «sta affrontando nel modo giusto l’emergenza». Ma la vera partita è sul nuovo contratto: «Si evitino gli errori del passato, le ditte che si sono succedute non hanno tutta la colpa dei disservizi»

Rifiuti, lo Slai Cobas guarda con favore il piglio del sindaco Limardo

Se il futuro non sarà radioso, che sia quanto meno più luminoso del passato. È questo l’auspicio dello Slai Cobas, che guarda con speranza alla nuova amministrazione comunale di Vibo Valentia in tema di gestione dei rifiuti, e quindi in ottica ditta-personale. «Neanche il tempo di insediarsi – scrive in una nota Nazzareno Piperno – che già la nuova sindaca ha decisamente preso in mano la mai risolta questione del servizio rifiuti e dei servizi connessi, affidati dal gennaio 2017 alla Dusty di Catania. Il punto fermo da cui la sindaca parte è il decoro urbano, constatando le condizioni in cui versa la città». La Limardo ha preteso dall’azienda spazzamento, taglio delle erbacce, pulizia di strade e piazze in ogni punto. Per lo Slai Cobas, una pretesa «sacrosanta». Ma per «non ripetere gli errori del passato» bisogna guardarsi indietro. Ed il sindacato, in questa ottica, sostiene che non tutte le colpe siano della Dusty. «La più grave colpa aziendale è stata quella di partecipare ad una gara in cui, con evidenti ristrettezze economiche e con ben pochi soldi messi sul tavolo, le si chiedeva una innumerevole quantità di servizi che ben difficilmente la stessa poteva garantire».

Tanti servizi, insomma, «ma pochi soldie, quindi, pochi operai, gran parte dei quali assunti part-time». E le colpe del Comune comincerebbero proprio dal capitolato: «Se per cantare ci vuole voce, per lavorare, spazzare, raccogliere, pulire, tagliare ci vogliono braccia. E di questo – Dusty o non Dusty – il Comune deve essere ben conscio nel preparare la nuova gara. Perché se si pretenderà ancora di fare le nozze con i fichi secchi, allora poi non ci si potrà lamentare che la città è sporca, le erbe incolte e le cartacce lasciate per strada». Per Piperno, insomma, «quelli che oggi si raccolgono sono i frutti malati del grande equivoco del 2014 quando, al momento dell’avvento della Progettambiente, venne sottoscritto il famigerato accordo prefettizio che, per tentare di salvare posti di lavoro, si tradusse in un vero e proprio bagno di sangue per i lavoratori con la perdita di parametri e livelli, anzianità e con una riduzione per molti di loro dell’orario di lavoro ancora oggi in essere. E’ quella l’origine di tutti i mali oggi denunciati». La storia insegna, dunque. Per evitare di ripetere gli errori è sufficiente guardarsi indietro.

 

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