Caos differenziata a Briatico, il sindacato: «Poche ore a disposizione dei lavoratori»

A parere dello Slai-Cobas l’orario di lavoro non risulta sufficiente ad espletare la raccolta nel comune e nelle frazioni: «Cittadini esasperati da un servizio a singhiozzo»

A parere dello Slai-Cobas l’orario di lavoro non risulta sufficiente ad espletare la raccolta nel comune e nelle frazioni: «Cittadini esasperati da un servizio a singhiozzo»

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Comune di Briatico

Un territorio troppo vasto che in estate moltiplica le sue presenze e un “monte ore” non adeguato per consentire ai lavoratori di espletare con puntualità la raccolta rifiuti. Questa, in sintesi, la situazione che stanno vivendo Briatico e le sue frazioni nel cuore della bella stagione. A evidenziare le criticità gli stessi lavoratori attraverso la loro sigla sindacale Slai Cobas. Ad oggi, l’azienda può contare di tredici unità ma solo due di queste sono assunte a tempo pieno. Mentre sei operatori sono impegnati per quattro ore al giorno, cinque per appena tre ore giornaliere.

Tempo giudicato “non sufficiente” se s’aggiunge l’avvio della raccolta differenziata: «I disservizi – precisa lo Slai Cobas – sono quindi inevitabili e determinano forti malumori tra gli abitanti, costretti a confrontarsi con un servizio a singhiozzo». Da un lato la rabbia dei cittadini, dall’altra la condizione lavorativa-contrattuale degli operatori: «Problemi- aggiunge il sindacato- che non possono risolversi per come preteso dall’azienda che ha pensato e pensa bene di imporre del tutto arbitrariamente ai lavoratori l’idea di un completamento del servizio a prescindere dal loro orario di lavoro». Quando le necessità diventano continue: «Allora – sottolinea il sindacato – si verificano i presupposti per l’aumento definitivo dell’orario di lavoro dei dipendenti part-time». I dipendenti aspettano risposte chiare in tempi brevi, sollecitando anche i commissari alla guida del Comune: «Il tutto prima che i malumori già verificatisi tra la popolazione possano portare ad episodi eclatanti. Numerosi i casi di discussioni e litigi tra i lavoratori e l’utenza che lamenta appunto una scarsa regolarità nella raccolta, la cui responsabilità, per come chiarito, non è certo da ascrivere agli addetti».