lunedì,Maggio 16 2022

Crisi idrica nel Vibonese, proseguono i lavori di ripristino dell’acquedotto dell’Alaco

Da ieri due imprese specializzate hanno prima costruito le piste di accesso alle condotte e nella giornata di oggi sono stati creati i basamenti dove poter posare le condotte che poi dovranno essere ancorate al terreno

Crisi idrica nel Vibonese, proseguono i lavori di ripristino dell’acquedotto dell’Alaco
Gli interventi avviati a suo tempo dalla Sorical nel luogo della frana

Proseguono a ritmo serrato i lavori di ripristino dell’acquedotto Alaco nel tratto che attraversa i comuni di Brognaturo e Spadola. Da ieri due imprese specializzate hanno prima costruito le piste di accesso alle condotte e nella giornata di oggi sono stati creati i basamenti dove poter posare le condotte che poi dovranno essere ancorate al terreno.  Questa mattina una prima squadra ha provato a collegare una delle condotte, ma i lavori di saldatura sono stati rallentati dalla pioggia caduta copiosa e metà mattina. I lavori sono proseguiti attraverso l’ausilio di fari alogeni alimentati da un gruppo elettrogeno. All’opera ci sono quattro escavatori e più squadre di operai. [Continua in basso]

«Occorre sostituire diverse decine di metri di segmenti di condotte che si sono spezzate con il peso dalla frana – spiega l’ingegnere Massimo Macrì, che coordina i lavori insieme al responsabile dell’ufficio di zona di Vibo geometra Domenico Isola e al geometra Tommaso Laporta, già responsabile di zona di Sorical, conoscitore dell’acquedotto avendo lavorato alla sua costruzione negli anni 70 con la Casmez – Stiamo posando le nuove che ora devono essere ancorate e saldate».

Sui tempi gli ingegneri della Sorical non si sbilanciano, sapendo che dal momento in cui all’Ipot viene riavviato il processo di potabilizzazione e fino a che l’acqua arrivi ai serbatoi cittadini di Vibo e degli altri Comuni ci vorranno diverse ore. «Inoltre – aggiunge sempre Massimo Macrì – non è detto che con i serbatoi cittadini pieni, l’acqua arriverà in tutte le casa perché ci saranno delle abitazione poste ad un livello piezometrico favorevole che riceveranno l’acqua subito, i palazzi nelle zone alte della città saranno alimentati successivamente, solo quando tutta la rete idrica entrerà in pressione.”  

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