La denuncia di Legambiente: «A Ricadi liquami sversati nei torrenti e in mare»

Dopo il sequestro dell’autospurgatore e della vasca “imhoff”, il presidente dell’associazione ambientalista Franco Saragò chiede un maggiore controllo del territorio e tolleranza zero verso i reati ambientali

Dopo il sequestro dell’autospurgatore e della vasca “imhoff”, il presidente dell’associazione ambientalista Franco Saragò chiede un maggiore controllo del territorio e tolleranza zero verso i reati ambientali

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La vasca di decantazione sequestrata a Ricadi

Dal circolo Legambiente Ricadi giunge un plauso alle forze dell’ordine per il sequestro dell’autospurgatore avvenuto nei giorni scorsi nel territorio ricadese. Il presidente Franco Saragò, inoltre, auspica che vi sia sempre un maggiore controllo in materia d’inquinamento ambientale. 

«L’articolato problema della depurazione e dell’inquinamento ambientale a Ricadi – sostiene – riguarda, come più volte denunciato da questa associazione, anche lo sversamento illegale dei liquami nei torrenti e nei fossi che inevitabilmente raggiungono il mare. Molte sono le case – ha affermato ancora Saragò –  non collettate alla rete fognaria e, a fronte di ciò, pochi gli avvistamenti di auto spurgo, soprattutto in estate, quanto dovrebbero fare la spola per svuotare i tanti pozzi neri disseminati sul territorio. Ancora oggi sulla costa e nell’entroterra, e per ciò non fa eccezione Ricadi, molti quartieri e intere frazioni continuano a non essere collettate. Nello specifico, gran parte dell’abitato delle piccole frazioni teatro del sequestro non risulta collettato ai depuratori e i liquami, in modo del tutto inadeguato, vengono conferiti in una vecchia vasca di decantazione, realizzata negli anni 60, per poi finire, senza essere depurati, nel suolo e, di conseguenza, nell’adiacente fiumara Ruffa». 

Liquami nel terreno, sequestrati autospurgatore e vasca “imhoff” a Ricadi

La vasca di Barbalaconi non è l’unico esempio di “mala depurazione”. Anche la vicina frazione di Ciaramiti, infatti, per anni ha conferito i liquami in una vasca simile da dove poi finivano in mare attraverso il fosso dell’Arbona. Ancora oggi parte dell’abitato continua ad essere servito dalla vasca di pretrattamento con grave rischio per l’ambiente. 

«Nonostante l’approssimarsi della stagione estiva – ha concluso Saragò – non ci risulta che le criticità lamentate ciclicamente sulla costa siano state rimosse. Il sequestro ne è l’amara conferma e ci fa presagire il ripetersi dei problemi di sempre».