“Salviamo i pesci del fiume Mesima”, flash mob del Wwf – Video

Mobilitazione degli ambientalisti che chiedono alla politica un’azione di contrasto all’inquinamento: «Non ci si può ricordare del problema solo in estate»
Mobilitazione degli ambientalisti che chiedono alla politica un’azione di contrasto all’inquinamento: «Non ci si può ricordare del problema solo in estate»
Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Con un flash mob alla foce del Mesima i volontari vibonesi del Wwf hanno aderito alla campagna nazionale “I pesci del fiume chiedono aiuto”. Una mobilitazione riuscita, visto che in tanti sono arrivati sull’argine nord della fiumara posta quasi al confine tra le province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, con un passaparola che significa anche – secondo quanto ha dichiarato il presidente vibonese dell’associazione del Panda, Angelo Calzone – «chiedere alla politica di contrastare il degrado che si vede oggi e ripensare il fiume come un volano di sviluppo per tutto il territorio».

A questo proposito, nella manifestazione a cui ha aderito anche il movimento nicoterese “14 luglio”, è stata illustrata la recente proposta di legge regionale nata su impulso della biologa Jasmine De Marco volta a elevare questa area a Riserva naturale protetta. «Abbiamo censito almeno 40 specie di uccelli alla foce del fiume – ha detto la studiosa – e pensiamo che anche la flora rappresenti un patrimonio da tutelare». Pino Paolillo, responsabile scientifico del Wwf, ha ricordato quanto sia «importante la cura dei fiumi che sono il termometro dell’inquinamento del mare, di cui la politica si ricorda purtroppo in estate, evitando di intervenire con un monitoraggio stringente per evitare scarichi inquinanti dovuti alla depurazione difettosa o all’uso incontrollato di pesticidi nelle campagne».

Informazione pubblicitaria