Report balneazione, per l’Arpacal le acque del Vibonese sono “eccellenti”

Il dato, riferito al 2016, emerge dall’annuale resoconto pubblicato dall’agenzia regionale per la protezione ambientale. Solo 7 su 381 i campioni non conformi rilevati lungo il litorale della provincia

Il dato, riferito al 2016, emerge dall’annuale resoconto pubblicato dall’agenzia regionale per la protezione ambientale. Solo 7 su 381 i campioni non conformi rilevati lungo il litorale della provincia

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Annualmente i Servizi tematici acque dei dipartimenti provinciali dell’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente in Calabria (Arpacal) sono impegnati nelle attività di monitoraggio delle “Acque destinate alla balneazione”. I dati raccolti e successivamente elaborati entrano a far parte dell’annuale Report balneazione curato dalla stessa agenzia. Quello che emerge dal resoconto, riferito all’annualità 2016, è, per il Vibonese, un quadro più confortante del previsto.

«I tratti adibiti alla balneazione, individuati dalla Regione Calabria – specifica in premessa l’Arpacal -, rappresentano lo scenario entro cui il personale svolge le attività routinarie di sopralluogo e controllo. L’informazione su eventuali criticità riscontrate è immediata e coinvolge tutti gli enti individuati dalla normativa, ma soprattutto i sindaci dei comuni interessati in quanto responsabili dell’emanazione delle ordinanze di divieto temporaneo. La normativa identifica “acque di balneazione” le “acque superficiali o parte di esse nelle quali l’autorità competente prevede che venga praticata la balneazione e non ha imposto un divieto permanente di balneazione”. Non si considerano balneabili le aree portuali e quelle nelle
strette vicinanze di foci di fiumi per motivi igienico sanitari e di sicurezza in mare».

Il monitoraggio delle acque di balneazione effettuato nel corso del 2016 nella provincia di Vibo Valentia ha compreso 388 campionamenti di cui 384 routinari, 4 suppletivi. Dagli esiti analitici sono risultati 381 campioni conformi e 7 non conformi, corrispondenti al 1,8% del totale.

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«Anche per la stagione balneare 2016 – precisa ancora l’Arpacal -, permangono le criticità degli anni scorsi, soprattutto la presenza di rifiuti spiaggiati e di solidi urbani, vetro, plastica, e anche pneumatici sull’arenile e nelle aree di accesso di alcune spiagge adibite alla balneazione. Le situazioni critiche sono sempre state segnalate formalmente alle autorità competenti territoriali. Le problematiche maggiori sono causate dalla presenza di schiume che compaiono formando strisce più o meno compatte e dalla comparsa di colorazioni anomale delle acque nell’area adiacente il fiume Angitola (comune di Pizzo Calabro) e del fiume Mesima (ricadente tra i comuni di Nicotera e San Ferdinando».

Entrambe le aree, come detto, sono interdette alla balneazione permanentemente, «inoltre – conclude l’Arpacal – la zona immediatamente adiacente il fiume Mesima risulta in qualità scarsa. L’alterazione delle acque che si è presentata nello specchio acqueo antistante il fiume Mesima durante il mese di luglio è stata causata da una proliferazione algale di cellule fitoplanctoniche non tossiche».

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