Mileto, al via l’iter per l’affidamento dei lavori del Centro raccolta rifiuti

Sorgerà nell’area dell’ex cimitero tra le frazioni San Giovanni e Comparni. Sito già in passato utilizzato come isola ecologica improvvisata
Sorgerà nell’area dell’ex cimitero tra le frazioni San Giovanni e Comparni. Sito già in passato utilizzato come isola ecologica improvvisata
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Il sito in cui sorgerà il Centro raccolta rifiuti di Mileto

È partita la macchina organizzativa per la realizzazione di un Centro di raccolta temporaneo dei rifiuti nel territorio comunale di Mileto. Nelle scorse ore, infatti, l’Amministrazione cittadina guidata dal sindaco Salvatore Fortunato Giordano ha dato il via alla procedura di affidamento dei lavori per la realizzazione della struttura all’interno dell’ex cimitero situato tra le frazioni di San Giovanni e Comparni. Una buona notizia, viste le criticità che iniziano a registrarsi in questi giorni anche nella provincia di Vibo Valentia, a causa dell’impossibilità di conferire la spazzatura nelle discariche regionali, giunte ormai a saturazione. A Mileto, ad esempio, sabato scorso, nel giorno settimanale previsto, proprio per questo motivo gli addetti della ditta “Muraca” non hanno potuto raccogliere “porta a porta” il sacco nero dell’indifferenziata. [Continua]

A disposizione del Comune, comunque, vi sono circa 83mila euro, stanziati per il Centro di raccolta nell’ambito del Por Calabria Fesr-Fse 2014-2020. Una volta ultimato, l’impianto permetterà di conferire temporaneamente al suo interno i rifiuti in eccesso, nell’attesa che il tutto venga via via trasportato e smaltito nelle discariche e nei centri di stoccaggio provinciali e regionali preposti. La realizzazione dell’opera permetterà, tra l’altro, di porre rimedio ad una serie di criticità parallele. Per anni, infatti, l’ex cimitero – così come l’area esterna dell’ex carcere mandamentale – è stato utilizzato dal Comune come improvvisata isola ecologica.

Un periodo contrassegnato da continui atti vandalici e incendi di chiara matrice dolosa, verificatisi al suo interno. Infine, nel 2017, sono arrivati il sequestro e i sigilli da parte degli agenti del Nucleo ambientale della Procura di Vibo Valentia – nell’occasione accompagnati dai militari dell’Arma della locale Stazione dei carabinieri guidata dall’allora maresciallo Alessandro Demuru – quale segno evidente che non tutti i requisiti erano a norma.