Il lupo è di casa nel Vibonese, avvistati due cuccioli nei boschi di Brognaturo (VIDEO)

Importante testimonianza filmata della presenza di due giovanissimi esemplari nel Parco naturale delle Serre. Pino Paolillo (Wwf): «Fatto estremamente positivo dal punto di vista scientifico e della biodiversità»

Importante testimonianza filmata della presenza di due giovanissimi esemplari nel Parco naturale delle Serre. Pino Paolillo (Wwf): «Fatto estremamente positivo dal punto di vista scientifico e della biodiversità»

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I due lupetti filmati a Brognaturo
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Due cuccioli di lupo sono stati avvistati e filmati all’interno del Parco naturale regionale delle Serre, nel territorio di Brognaturo, nei pressi del lago della Lacina. Una scena inconsueta, quella presentatasi questa mattina agli occhi di un nostro lettore che l’ha catturata con il suo telefonino. 

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Il maggior numero di esemplari, nella nostra regione, viene storicamente localizzato in Sila di cui il lupo è tradizionalmente simbolo. Considerato “specie protetta”, negli anni le associazioni ambientaliste si sono battute per portare il tema della tutela della popolazione sui tavoli istituzionali. Il tutto per difenderla da crescenti episodi di bracconaggio. 

L’avvistamento nelle Serre vibonesi testimonia, oltre ogni ragionevole dubbio, la grande mobilità della specie, capace di percorrere importanti distanze chilometriche per assicurarsi le migliori condizioni di habitat. Ne è convinto Pino Paolillo, responsabile del Wwf. «Non mi sorprende affatto questo avvistamento, se consideriamo che quello delle Serre vibonesi è un territorio di passaggio e che ormai il lupo è diffuso in tutta la Calabria. Fino a qualche decennio fa era confinato alla sola Sila, ma ormai sono anni che ha colonizzato anche l’Aspromonte e di conseguenza il punto di passaggio è necessariamente quello delle Serre vibonesi». 

Mobilità testimoniata anche da eventi documentati. Come quello che menziona lo stesso Paolillo. «Diversi anni fa furono uccisi 7 “cuccioloni” di lupo a Marcellinara, quindi a pochi chilometri da Catanzaro mentre, probabilmente, si spostavano dalla Sila all’Aspromonte. Bisogna poi ricordare che il lupo è un predatore e il fatto che ci sia stata questa importante diffusione di cinghiali ha provocato anche l’aumento della sua presenza. Ciò avviene in tutta Italia e, anche se è vero che di fronte ad un esemplare di 100 chili un lupo si guarda bene dall’attaccare, i cuccioli di cinghiale, gli “striati”, rappresentano invece una facile preda. Dunque è un elemento di contenimento, soprattutto alla luce della presenza di cuccioli di lupo che fa aumentare la richiesta di cibo, in quanto il branco deve sopperire non solo al fabbisogno degli adulti ma anche a quello dei più piccoli. Non mi meraviglio affatto, perché l’ambiente è ideale, ricco di prede: il lupo ci può stare benissimo anche a Brognaturo». 

Cuccioli di lupo ripresi nei boschi del Vibonese, Paolillo: “Fatto rilevante”

Nello specifico, quelli ritratti nel video «sono due cuccioli nati quest’anno. Avranno 4 o 5 mesi di vita, considerando che le femmine vanno in “estro” tra gennaio e marzo. E’ interessante notare come – spiega Paolillo -, essendo il lupo specie che si muove in branco, il punto dove sono stati ripresi è un cosiddetto “rendez vous”, vale a dire un punto di ritrovo dove gli esemplari non ancora autonomi aspettano gli adulti».

Questo avvistamento, ancora, per Paolillo, rappresenta «un elemento in più che accresce la biodiversità del Parco delle Serre. Se consideriamo che in Sila il lupo è presente da sempre, e che l’Abruzzo ne ha fatto uno dei simboli della conservazione insieme all’orso, allora, dal punto di vista scientifico è un fatto estremamente positivo».

Rispetto alla “fama” del lupo, Paolillo è infine chiaro: «Non avrei altri tipi di preoccupazione, perché è ormai da 150 anni che non si registrano attacchi all’uomo. Anzi è assolutamente da evitare la “sindrome di Cappuccetto rosso” o il grido “al lupo, al lupo”».

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