giovedì,Giugno 24 2021

Una discarica al porto di Vibo Marina, Patania: «Rimuoverla al più presto»

L’esponente del sindacato Confasila scrive al Comune chiedendo di dare seguito agli intenti manifestati due anni fa: «Si crei un’area di stoccaggio per il materiale inquinante recuperato dai pescherecci»

Una discarica al porto di Vibo Marina, Patania: «Rimuoverla al più presto»

Una maledizione sembra tormentare Vibo Marina. È quella di una gestione dei rifiuti che appare in sofferenza da più punti di vista. Non bastassero i sacchetti abbandonati, gli ingombranti e i materiali di risulta di ogni tipo ammassati nelle zone periferiche, in particolare nei pressi dell’ex cementificio, ad aggiungersi alle criticità è anche la situazione che si vive all’interno dell’area portuale.

A segnalarla è ancora una volta il coordinatore provinciale Confasila Giovanni Patania che scrive al sindaco Maria Limardo, alla dirigente Adriana Teti, al comandante della Polizia municipale e all’Asp di Vibo, rappresentando «lo stato di degrado che sta interessando l’area portuale di Vibo Marina invasa da rifiuti di ogni genere, quando già nel luglio del 2019 l’assessore all’Ambiente Vincenzo Bruni (alle prime armi) annunciava la svolta, che consisteva nell’avvenuta individuazione di un’area nel porto accanto alla sede della Guardia costiera – dove andavano collocati dei contenitori grandi. Quindi si annunciava la bonifica della porzione di banchina che avrebbe dovuto fare da centro di stoccaggio del materiale inquinante che, impigliato nelle reti, i pescatori lasciano a bordo e non possono sbarcare».

Oggi, a due anni di distanza, fa presente Patania, «ecco la situazione dello stato di fatto: rifiuti abbandonati di ogni genere, pericolo incendio e grave situazione igienico-sanitaria per non parlare dei disagi che i pescatori stanno affrontando, oltre il bel vedere per i cittadini che, stanchi di questo scempio, evitano pure di passeggiare in area portuale. Pertanto – conclude l’esponente sindacale – chiedo a chi  di competenza di intervenire con i fatti, eseguendo la giusta rimozione dei rifiuti e non più a parole come quelle dell’assessore all’Ambiente, finite tra gli stessi rifiuti».

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