È stata un’edizione particolare, segnata dalla lotta contro il mega-impianto fotovoltaico che incombe sulla Piana degli Scrisi, quella della Festa della Trebbiatura 2026 a Maierato. L’iniziativa, a metà tra rievocazione storica e appuntamento conviviale, promossa per il nono anno dall’Associazione contadini di Maierato nell’area attrezzata sita di fronte al Casino Gagliardi, quest’anno si è inevitabilmente inserita nel frangente dell’acceso dibattito innescato dal progetto da 61mila pannelli solari che la Friel-Spa vorrebbe realizzare proprio sui campi oggi destinati alla produzione del grano Rosìa, prodotto identitario di questi luoghi.

È stato lo stesso presidente dell’Acm Vincenzo Griffo, nel suo discorso pronunciato dalla piattaforma di una mietitrebbia, a rilanciare la lotta dei contadini in difesa del territorio, culla del pregiato grano antico e di tradizioni secolari.

«Questo grano è il centro della nostra storia - ha detto Griffo - e noi dobbiamo difendere il nostro territorio prima di tutto per rispetto verso i nostri predecessori, ma anche per noi stessi e per quelli che verranno dopo di noi, ai quali dobbiamo consegnarlo così come l'abbiamo ricevuto dai nostri padri. La lotta sarà lunga ma noi non ci abbandoniamo. Chiedo la collaborazione di tutti: delle associazioni, delle amministrazioni, per una battaglia che non ha e non deve avere colore politico. Dobbiamo stare insieme e lottare per difendere il nostro territorio. Non siamo contrari al fotovoltaico: è una forma di energia in cui crediamo, ma serve un Piano B, servono altre soluzioni rispetto a questo progetto che ha il sapore dello sfruttamento. E noi non abbiamo intenzione di farci colonizzare».

Griffo ha quindi elencato gli aspetti per i quali la prospettiva del progetto Pizzo-Vinci sarebbe dannosa per il territorio, citando in particolare la coltivazione del grano Rosìa, riconosciuto dal ministero dal Masaf quale varietà italiana da conservazione, e il rischio idrogeologico incombente sul territorio.

«Ci sono tanti siti dove si possono montare pannelli fotovoltaici: aree industriali dismesse, parcheggi ed edifici pubblici - ha proseguito -. Non possiamo permettere che ci rubino suolo produttivo, dobbiamo dire “no” con forza. Come ha detto Pippo Callipo nel corso dell’assemblea pubblica, dobbiamo essere pronti a metterci davanti alle ruspe se dovessero arrivare, sperando di non dover mai arrivare a questo punto».

Concetti ripresi anche dall’assessore del Comune di Maierato Stefania Vallone che ha ricordato la contrarietà dell’Ente al progetto, ribadendo la volontà di «accompagnare e sostenere tutte le iniziative che verranno assunte. Mettiamo insieme le nostre forze - ha aggiunto -, in difesa di un territorio riconosciuto come sito di particolare importanza dal punto di vista culturale, storico, agricolo. Sono tantissimi gli elementi che vanno tutelati con tutte le nostre forze» ha concluso.

Dal canto suo, Onofrio Casuscelli, socio dell’Acm e presidente del Forum delle famiglie di Vibo Valentia, ha ricordato il valore storico-tradizionale e sociale della Festa della Trebbiatura. «Fino agli anni ’80 - ha detto - la trebbia sostava nell’aia anche per un mese intero ed era una grande festa, segnata certamente da fatica e sudore, ma anche da momenti conviviali e di grande socialità. Al centro di tutto c’era il grano Rosìa che i contadini tenevano per sé e da cui poi si produceva una farina eccezionale per il pane, la pasta e i dolci. Oggi questa filiera, anche grazie ai riconoscimenti ottenuti dal Ministero e dalla Regione, potrebbe davvero rappresentare un’occasione di sviluppo per il nostro territorio e anche uno strumento contro lo spopolamento e per trattenere i nostri giovani, che sempre più spesso lasciano la nostra regione. Su questo dobbiamo insistere - ha spiegato ancora - e puntare su un’agricoltura innovativa, legata al tempo stesso alle colture tradizionali, che possa offrire nuove opportunità di lavoro».