Il Comune rivendica la classificazione eccellente delle acque e gli esiti dei controlli Arpacal. Dopo le immagini dei giorni scorsi accertamenti su torrenti, depuratore e stazioni di sollevamento: nessun problema riscontrato, ma resta ancora sconosciuta l’origine del fenomeno
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Il Comune di Zambrone esclude anomalie nel sistema di depurazione e rivendica la qualità delle acque lungo il proprio litorale. La risposta arriva dopo la segnalazione di un lettore, residente al Nord ma abituale frequentatore estivo della Costa degli Dei, che nei giorni scorsi aveva documentato con alcune immagini la presenza di chiazze marroni e schiuma vicino alla battigia, lamentando un progressivo peggioramento delle condizioni del mare. Una denuncia alla quale adesso replica l’Amministrazione guidata dal sindaco Corrado L’Andolina, che ha disposto una serie di controlli sugli impianti e sul territorio.
Il risultato delle verifiche, secondo quanto riferisce il Comune, non avrebbe evidenziato problemi riconducibili al sistema depurativo locale. Resta però ancora da stabilire quale sia stata l’origine delle chiazze segnalate dai bagnanti: la stessa Amministrazione precisa infatti che la loro natura «non è stata ancora definitivamente accertata» e considera quindi prematuro avanzare ipotesi sulle cause del fenomeno.
Nel rispondere alle segnalazioni, il Comune richiama innanzitutto i dati dell’Arpacal, sottolineando che le acque di balneazione di Zambrone sono classificate come eccellenti e che, secondo quanto riportato nella nota, gli ultimi 161 controlli hanno restituito un quadro pienamente positivo. Da qui la contestazione anche alla percezione espressa dal lettore secondo cui il problema tenderebbe a ripresentarsi e ad aggravarsi ogni estate.
Le verifiche su depuratore e stazioni di sollevamento
Dopo le immagini e le segnalazioni circolate negli ultimi giorni, gli uffici comunali hanno avviato accertamenti sui possibili punti critici. Un primo controllo ha interessato i torrenti che attraversano il territorio di Zambrone: secondo il Comune sono risultati asciutti e privi di apporti anomali verso il mare.
La ditta incaricata della gestione ha poi verificato il funzionamento degli impianti di depurazione e delle stazioni di sollevamento, risultati regolarmente funzionanti. Ai sopralluoghi a terra è stato affiancato anche un monitoraggio fotografico effettuato con l’ausilio di un drone su ampi tratti della costa. Anche in questo caso, sostiene l’Amministrazione, non sarebbero emersi elementi tali da collegare le chiazze al sistema depurativo comunale.
Il Comune allarga quindi il ragionamento al lavoro svolto negli ultimi anni sul fronte della depurazione e della tutela del mare, richiamando l’attività della Procura di Vibo Valentia guidata dal procuratore Camillo Falvo, della Prefettura, della Capitaneria di porto, delle forze dell’ordine, dell’Arpacal, della Regione Calabria e degli enti locali. In particolare viene ricordato l’impegno finanziario regionale per il potenziamento e l’ammodernamento degli impianti.
Le segnalazioni e il precedente dell’estate 2025
Quello degli ultimi giorni non è il primo caso che riapre il confronto sulle condizioni del mare a Zambrone. Già durante l’estate 2025 erano arrivate segnalazioni di bagnanti e villeggianti relative alla comparsa di schiuma e acqua torbida lungo alcuni tratti della costa. Le prime proteste erano emerse all’inizio di giugno e altre erano proseguite fino a settembre, quando alcuni frequentatori della località avevano tracciato un bilancio fortemente critico della stagione balneare.
Anche allora l’Amministrazione aveva respinto l’idea di un problema strutturale. A fine settembre 2025 L’Andolina aveva parlato di «episodi sporadici», richiamando la classificazione delle acque come eccellenti e spiegando che oltre il 90% degli scarichi del territorio risultava collegato all’impianto di depurazione della Marina, affiancato da sette stazioni di sollevamento sottoposte a controlli.
La posizione espressa oggi si inserisce dunque in un confronto che si trascina dalla scorsa stagione, ma con un elemento ancora da chiarire. Il Comune ritiene che gli accertamenti eseguiti consentano di escludere, allo stato attuale, un malfunzionamento della depurazione comunale, mentre non è stata ancora individuata la causa delle chiazze fotografate in mare. L’Amministrazione annuncia per questo la prosecuzione del monitoraggio e ulteriori verifiche con gli organismi competenti, ribadendo che la tutela delle acque e del litorale resterà una delle proprie priorità.



