Il report analizza 108 capoluoghi e 17 parametri riferiti al 2025. Il capoluogo vibonese conquista il terzo posto dietro Ancona e Bari. Ecco come si posizionano le altre città calabresi
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C’è una classifica nazionale in cui Vibo Valentia non resta in fondo, non arranca e non deve inseguire. Anzi, sale sul podio. Secondo la nuova edizione dell’Indice di vivibilità climatica elaborato dal Corriere della Sera in collaborazione con iLMeteo.it, il capoluogo vibonese è la terza città italiana dove si vive meglio dal punto di vista meteorologico, alle spalle soltanto di Ancona e Bari.
Un risultato che consegna al Vibonese un primato raro nel panorama degli indicatori sulla qualità della vita: quello di un territorio che, almeno sul piano climatico, riesce a competere con le aree più performanti del Paese. Dopo il decimo posto registrato nella precedente edizione, Vibo Valentia compie un salto significativo e si colloca davanti a realtà come Brindisi, Trapani, Pescara, Catanzaro, Trieste, Cagliari e Crotone.
Il clima come fattore di vivibilità
L’indice misura la vivibilità climatica dei capoluoghi di provincia italiani attraverso 17 parametri, dagli eventi estremi ai giorni di gelo, dalle ondate di calore alle raffiche di vento, fino alle notti tropicali e agli effetti dell’isola di calore urbana. L’analisi riguarda l’andamento del 2025 e si basa su oltre 400 milioni di dati meteorologici.
Il dato va letto con attenzione: la classifica riguarda i capoluoghi di provincia, non l’intero territorio provinciale in tutte le sue articolazioni. Ma il piazzamento di Vibo Valentia finisce comunque per raccontare una caratteristica più ampia del Vibonese, stretto tra collina, costa e aree interne, con una posizione geografica che contribuisce a mitigare gli estremi e a rendere più equilibrate le condizioni climatiche.
A pesare, secondo la lettura generale del report, sono soprattutto la ventilazione, l’effetto regolatore del mare, la minore esposizione alle ondate di caldo più oppressive e una migliore tenuta rispetto alle città dell’entroterra o alle aree urbane più soffocate da cemento, asfalto e afa estiva.
La Calabria entra nella parte alta della classifica
Il risultato di Vibo Valentia si inserisce in un quadro favorevole per la Calabria. Nelle prime venti posizioni dell’Indice compaiono infatti tre capoluoghi calabresi: Vibo Valentia al terzo posto, Catanzaro al decimo e Crotone al sedicesimo. Una presenza che conferma il peso del Mezzogiorno e delle città costiere nella graduatoria del 2026.
La top five è dominata da località del Centro-Sud: Ancona, Bari, Vibo Valentia, Brindisi e Trapani. Subito dopo si collocano Barletta-Andria-Trani, Pescara, Enna e Chieti, prima di Catanzaro. Crotone, invece, si piazza sedicesima, confermando la capacità di una parte della Calabria di rientrare stabilmente tra i territori climaticamente più vivibili d’Italia.
Il dato assume rilievo anche perché arriva in un contesto in cui il cambiamento climatico sta modificando sempre di più la vita quotidiana nelle città. Le aree urbane più dense, soprattutto nella Pianura Padana e nei fondovalle alpini, risultano penalizzate da afa, ristagno dell’aria, sbalzi termici, nebbie e notti tropicali.
Il rovescio della classifica: Nord penalizzato, grandi città in difficoltà
All’estremo opposto della graduatoria si trovano Mantova, Cremona, Trento e Sondrio. Male anche alcune grandi città: Milano si ferma al 74esimo posto, mentre Roma e Firenze scivolano rispettivamente al 91esimo e al 92esimo, penalizzate soprattutto dal caldo e dall’aumento delle notti tropicali, cioè quelle in cui la temperatura minima non scende sotto i 20 gradi.
Il report segnala anche un tema ormai centrale per la vivibilità urbana: l’isola di calore. Asfalto, cemento e superfici scure accumulano calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente di notte, rendendo i centri urbani anche diversi gradi più caldi rispetto alle aree rurali circostanti. Un fenomeno che incide sulla salute, sui consumi energetici, sulla qualità del sonno e sulla possibilità di vivere gli spazi pubblici nelle ore più calde.
Per Vibo un indicatore da non sprecare
Per la provincia di Vibo Valentia il terzo posto nazionale non cancella le criticità strutturali del territorio, dai servizi alla mobilità, dalle infrastrutture alla fragilità idrica. Ma offre una chiave diversa attraverso cui guardare alla qualità della vita: il clima come risorsa, non solo come sfondo.
In una fase in cui molte città italiane fanno i conti con temperature sempre più alte, notti tropicali e fenomeni estremi, Vibo Valentia può giocarsi un elemento competitivo importante. La vivibilità climatica può incidere sull’attrattività turistica, sulla permanenza dei residenti, sul benessere quotidiano e sulla capacità di raccontare il territorio non soltanto attraverso le sue emergenze, ma anche attraverso i suoi punti di forza.


