La lettera | “Caro sindaco, amo la mia città ma ora me ne vergogno”

Melania ha ventotto anni ed è laureata in Scienze del turismo. Ha scritto ad Elio Costa per denunciare lo stato di abbandono di Vibo Marina. E ciò che dice è un atto d’accusa senza remore  

Melania ha ventotto anni ed è laureata in Scienze del turismo. Ha scritto ad Elio Costa per denunciare lo stato di abbandono di Vibo Marina. E ciò che dice è un atto d’accusa senza remore  

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Rifiuti abbandonati nei dintorni Vibo Marina
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Egr. signor sindaco, è una ragazza di 28 anni che le scrive. Una ragazza nata e cresciuta a Vibo Marina, nel paese che tutti definiscono “il giardino sul mare” ma che di giardino ha ben poco, e che ora è arrivata al punto di vergognarsi delle sue origini. Da diverso tempo ormai Vibo Marina appare ai miei occhi, e anche agli occhi dell’intera popolazione, come una grande discarica a cielo aperto, dove da mesi/anni siamo costretti a convivere con ogni tipo di specie animale e vegetale: topi, serpenti, scarafaggi, rane, cinghiali, formiche, insetti di ogni tipo e piante di ogni genere. In questi tre anni della vostra amministrazione, il mio paese è sprofondato ogni giorno di più. Non solo nel baratro più oscuro dell’abbandono ma nel senso più profondo del termine. Strade colabrodo piene di buche (crateri forse è il vocabolo più appropriato) che vengono di tanto in tanto tappezzate con un po’ di catrame per il contentino alla popolazione.

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Quando in realtà andrebbe fatto un vero e proprio lavoro per realizzare un manto stradale discreto prima dell’irreparabile. Già perché ci sono punti (in particolar modo nella zona Pennello) dove dalle buche createsi nelle strade si può palesemente notare che sotto non c’è strada bensì il vuoto. Invece al Pennello si pensa alla realizzazione di cose più importanti come ad esempio i marciapiedi extra-large (costruiti per dare un volto nuovo a questa zona oltre che favorire sicurezza al via vai di persone) corredati da mini-piazzole in ogni angolo adatti per lo svolgimento di veri e propri spettacoli ed esibizioni varie (potrebbe essere uno spunto per l’estate).

Oppure alla creazione di un’area giochi su una spiaggia dimenticata anche dagli stessi cittadini. Nel frattempo il mare continua ad avanzare mangiandosi strade e case senza che nessuno riesca a trovare una soluzione e prendere seri provvedimenti. Proseguendo la mia lettera vorrei rivolgere la sua attenzione sig. sindaco ai diversi cantieri aperti e mai finiti. Primo su tutti il sottopassaggio di via Stazione. Sono anni che il cantiere è chiuso e di tanto in tanto si vede qualcuno lì dentro. A fare cosa mi chiedo?!? Ma un’altra domanda sorge spontanea. Come mai è stato approvato un progetto nel quale sono stati stanziati milioni di euro per poi bloccarlo dopo qualche mese con le motivazioni che mancano permessi e requisiti vari per realizzarlo?!?! Perché distruggere una delle zone più tranquille ma soprattutto una delle strade principali del paese per poi lasciarla in balia dell’abbandono?!?

Stendiamo poi un velo pietoso per il lungomare della Capannina. Un bel no comment è più che appropriato. Ma ora vorrei passare alla questione che mi preme di più: vale a dire il turismo. Sa sig. sindaco su una cosa posso vantarmi, ovvero di possedere due lauree in Scienze del turismo e valorizzazione del territorio, ed è proprio perché ho studiato questa materia che rimango sempre più nauseata del mio paese. Come si può pensare di puntare sul turismo quando: le spiagge libere non sono sporche, di più; quei pochi lidi e quelle poche attività commerciali che durante l’anno fanno i salti mortali per andare avanti, si trovano a combattere a stagione iniziata con scartoffie varie per non rischiare la chiusura. Perché basta un piccolo cavillo burocratico che subito sei nella lista nera del comune; locali: pochi. Il lungomare potrebbe pullulare di gente se solo ci fosse un po’ più di scelta soprattutto di bar dove poter gustare un buon gelato e passare qualche ora ad ammirare il panorama che offre il nostro porto; spazzatura in ogni angolo del paese. Le consiglio un giro in macchina nella zona retrostante il cementificio, oltretutto strada utilizzata da molti per raggiungere il paese. Una vera e propria cartolina di benvenuto; case abbandonate in ogni dove: villette bellissime, palazzoni fantasma, garage vuoti. Meglio vuoti che affittati, giusto? Non so se ha mai sentito parlare di albergo diffuso sig. sindaco. Vale a dire recuperare tutti quegli immobili vuoti e malandati, trasformandoli in una vera e propria struttura ricettiva. Si migliorerebbe così il volto del paese e si recupererebbero un bel po’ di soldi. Trasporti: nulli o quasi.

Potrei continuare la lista ma i problemi sono troppi e le mie parole serviranno a ben poco. Pertanto concludo dicendole, caro sindaco, di mettersi una mano sulla coscienza e valutare tutto ciò che avete fatto e tutto ciò che non avete fatto in questi anni. Rendetevi tutti conto della gravità della situazione in cui versa Vibo Marina. Ci sono ragazzi come me che non vogliono abbandonare il proprio paese, che hanno voglia di investire in questa terra. Ma che per colpa della vostra cattiva politica sono costretti a dover scappare in terra straniera per realizzare i propri sogni. Se lei sindaco insieme alla sua amministrazione non siete capaci di realizzare un progetto di valorizzazione del territorio e mantenere le promesse fatte durante le elezioni, allora la cosa migliore che potete fare è chiedere scusa a tutti gli elettori che vi hanno votato, me compresa, e ritirarvi lasciando il posto a chi ha seriamente voglia di far rinascere un paese meglio noto come “il giardino sul mare”. Cordialmente.

Melania Lo Riggio