Il Vibonese brucia ma “Il pompiere paura non ne ha”

L’emergenza incendi senza precedenti che ha colpito il territorio provinciale vista con gli occhi di chi è stato in prima linea sul fronte del fuoco. Ristrettezza di uomini e mezzi ma anche coraggio e spirito di sacrificio. Il comandante Tafaro: «Oltre le parole restano i fatti»

L’emergenza incendi senza precedenti che ha colpito il territorio provinciale vista con gli occhi di chi è stato in prima linea sul fronte del fuoco. Ristrettezza di uomini e mezzi ma anche coraggio e spirito di sacrificio. Il comandante Tafaro: «Oltre le parole restano i fatti»

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Vigili del fuoco nell'incendio di Porto Salvo

«Molte volte più che le parole contano i numeri, i fatti. E i fatti sono che in questi sei giorni di emergenza incendi i Vigili del fuoco di Vibo Valentia hanno effettuato e portato a termine più di trecento interventi. Questi numeri evidenziano una situazione di estrema eccezionalità che il Comando ha saputo, pur nelle difficoltà, affrontare nel migliore dei modi, molte volte risolvendo anche situazioni al limite delle possibilità ed evitando in qualche caso di mettere a serio rischio l’incolumità delle persone».

A parlare è il comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Vibo Valentia, Salvatore Tafaro. A dettare le sue parole è la consapevolezza di essersi trovato di fronte, lui e i suoi uomini, in questi giorni infernali per il Vibonese, ad una situazione senza precedenti che ha messo a dura prova il sistema d’intervento e soccorso dinanzi ad eventi che i Vigili vibonesi hanno comunque affrontato senza risparmiare sforzi, sacrifici e spirito di abnegazione, nel rispetto della loro missione.

Gli incendi di Dasà, Zambrone, Joppolo, Tropea, quello dell’area industriale di Porto Salvo, solo per citare i casi più eclatanti, hanno visto gli uomini in divisa ed elmetto fronteggiare senza paura le fiamme, spesso originate dall’incuria in cui sono lasciate molte aree del territorio provinciale e dalla mano sconsiderata e criminale dell’uomo.

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Lo hanno fatto spendendosi senza remore pur nella ristrettezza di uomini e mezzi cui sono costretti da scelte amministrative e burocratiche miopi che non tengono in dovuta considerazione le particolari caratteristiche del territorio provinciale e la sua variegata conformazione. E lo hanno fatto spesso anche tra la rabbia dei cittadini che, come pure è capitato, vedendosi accerchiati dai roghi e vedendo messi a repentaglio gli sforzi di una vita, hanno trovato in loro una troppo facile valvola di sfogo.

Rabbia che anche noi, in ossequio al nostro ruolo di cronisti dei fatti umani, abbiamo in certi casi documentato, pur nella consapevolezza dell’insostituibile ruolo svolto dagli uomini del 115 e nel massimo rispetto delle loro prerogative e del lavoro dispiegato per il bene della collettività.

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A questi uomini generosi e temerari va il nostro ringraziamento, per averci evitato di dover raccontare oggi altri ben più drammatici scenari; per essere sempre presenti nel momento del bisogno e per il loro coraggio riassunto in quel motto fiero e rassicurante: “Il pompiere paura non ne ha”.

Per questo e per molti altri motivi non possiamo che far nostro l’appello che lo stesso comandante Tafaro fissa nel suo intervento: potenziare la dotazione dell’organico sul territorio e, in particolare, istituire il Distaccamento permanente di Ricadi che consentirebbe di coprire un territorio fragile e vasto e ad alta densità di popolazione, specie nei mesi estivi.

«Nei prossimi giorni – spiega l’ingegnere – verrà istituito il presidio stagionale di Ricadi e si confida di avere una ulteriore squadra Aib. Siamo molto fiduciosi che anche l’iter per l’istituzione del distaccamento permanente andrà a buon fine. L’emergenza però non è del tutto conclusa e dobbiamo ancora affrontare quasi tutta la stagione estiva».

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C’è da augurarsi che il suo auspicio non cada nel vuoto e che anche chi è chiamato a dare indirizzi nella cura del territorio e nella prevenzione degli incendi faccia la sua parte fino in fondo, per evitarci, un domani, di dover documentare nuove tragedie.