Il teatro comunale simbolo della rinascita culturale di Vibo Valentia

Giusto andare avanti nel completamento dell’opera, per restituire alla città una struttura dall’alta valenza sociale e di crescita anche economica
Giusto andare avanti nel completamento dell’opera, per restituire alla città una struttura dall’alta valenza sociale e di crescita anche economica
Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

di Raffaele Blandino

Da tempo si discute sulla spesa che deve sostenere il Comune per completare il nuovo teatro, rendendolo finalmente fruibile alla città e permettendo così di ospitare eventi che finora, data la mancanza di strutture idonee, vedono protagoniste altre “piazze” della nostra regione.

Si parla di altre priorità, di un elevato costo sulle spalle della collettività e di tanto altro ancora. Non si discute invece del valore della cultura nella crescita sociale di un territorio come quello vibonese che vanta una tradizione antichissima di testimonianze straordinarie in questo campo. Cosa significa allora avere un nuovo teatro? Soprattutto avere una struttura dignitosa in cui ritrovarsi per godere eventi d’arte, musica, danza. Ma non basta, bisogna pensare al suo utilizzo continuo e finalizzato alla crescita socio-culturale soprattutto delle nuove generazioni, decidendo come si provvederà alla gestione. E forse questo dovrebbe essere il vero momento di confronto anche dialettico tra le forze politiche in consiglio comunale per capire come dare vita ad una Fondazione che organizzi scuole di recitazione, stagioni teatrali ed altri eventi che possano rendere viva e palpitante la vita del teatro.

Spero che anche il mondo variegato delle associazioni, la Scuola diano il loro contributo in un dibattito serio e costruttivo e dare così un segnale di rottura rispetto al passato. In questa nostro territorio non può continuare a vincere il partito del “non fare” e delle eterne incompiute. A chi gioverebbe lasciare chiuso il teatro perché privo degli arredi e delle aree esterne di accesso e di servizio?  Dobbiamo lasciare nel degrado una nuova opera attesa da tanto tempo e con un iter disseminato di ostacoli e veti incrociati per colpevolizzare qualcuno?

Da cittadino vibonese “tifo” perché l’opera sia completata e aperta al pubblico. In questa direzione ritengo che anche chi ci rappresenta a livello istituzionale deve spendersi. Recuperiamo la nostra identità e il senso di appartenenza che possa renderci orgogliosi di essere cittadini vibonesi e facciamo vincere una volta tanto il partito del fare.

Informazione pubblicitaria