Degrado in via Vespucci: «Non siamo tutti ubriaconi, ci avete lasciato una città morta»

Lettera di un giovane di Vibo Marina in replica ai nostri articoli: «Non giustifico il vandalismo, ma non si possono demonizzare i ragazzi». Il problema, però, resta chi sporca, non chi si svaga in maniera decorosa
Lettera di un giovane di Vibo Marina in replica ai nostri articoli: «Non giustifico il vandalismo, ma non si possono demonizzare i ragazzi». Il problema, però, resta chi sporca, non chi si svaga in maniera decorosa
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A seguito dei nostri articoli sul degrado di via Vespucci a Vibo Marina, pubblichiamo l’intervento di un giovane lettore che contesta il “taglio” dei pezzi (in realtà due “corsivi”) ed offre un punto di vista differente sullo stesso problema. A seguire una nostra risposta.

di Salvatore Lo Bianco

«È vero che la situazione in quella via non è delle migliori, ed è vero anche che tali atti non debbano essere giustificati; tuttavia non è modo di esprimersi questo, non si può generalizzare e prendersela sempre con una determinata categoria, ossia la nostra generazione. Generazione della quale ne avete dette di tutte i colori: ci ha avete descritto come dei viziati, pensate siamo dei nullafacenti quando in realtà voi, la vostra generazione, ci ha lasciato in mano una città già morta. Una città che è stata letteralmente prosciugata e per la quale ogni giorno ci si rende conto che non ci sarà mai nulla da fare per essa, non cambierà mai. Una città in cui ogni amministrazione non ha mai fatto nulla per migliorarsi, lasciando al contrario sempre più problemi e degrado. Strade, sempre con le stesse buche (o anche di più), da più di 20 anni. Per non parlare poi della spazzatura: in particolare nel mio paese, Vibo Marina, quella grande fila lunga circa 1 km dietro l’ex cementificio. Diciamocelo, tutto quello “schifo” è stato provocato da voi “grandi”, voi che dovreste invece darci l’esempio. O per non parlare della spazzatura che resta per giorni in strada perché non viene raccolta. O ancora peggio il fatto che sempre in via Vespucci da più di un anno non ci sia nemmeno un piccolo cassonetto per buttare un fazzoletto (questo non giustifica tutta la spazzatura, ma non è normale che in una località balneare non ci sia nemmeno un cassonetto, d’altronde parliamo di Vibo Valentia).

Il corsivo | Una generazione di lordazzi e quella spiaggia off-limits

Un altro punto vorrei che riguardasse quella che è la demonizzazione nei confronti dell’alcool. Addirittura chiamare “ubriacone” un ragazzo di magari 20 anni che beve una semplice birra, come se nessuno di voi, o in particolare lei che ha scritto l’articolo, non l’avesse mai fatto.

I lordazzi si sono presi il territorio e stanno cacciando noi e lo Stato

Non voglio dilungarmi, concludo dicendo che non voglio criticare nessuno e vorrei fare un appello: questa provincia deve cambiare integralmente, bisogna guardare al futuro e cercare di migliorare. Bisognerebbe riqualificare l’intero territorio, in particolare le Marinate che potrebbero diventare una meta turistica d’eccellenza. Abbiamo la fortuna di avere un lungomare d’eccezione, ma che purtroppo non viene valorizzato minimamente restando un mero luogo di passeggio: non ci sono pizzerie, locali, bar pienamente valorizzati. Il turismo, ma anche la vostra demonizzata “movida”, frutterebbe moltissimo al territorio. (Prima che travisiate le mie parole, sottolineo che non voglio giustificare il vandalismo presente nell’area, ma solo uno spunto di riflessione che fa parte di un discorso più ampio).

Apprezzo l’orgoglio e la personalità che esprimi con questo tuo scritto. Non è da tutti. Già questo ti rende diverso, diverso da una generazione che continuo a ritenere indolente. Indolente perché puoi provocarla quanto vuoi, come ho fatto io, e non gliene frega nulla. Ed il fatto che migliaia di persone abbiano letto e condiviso quel mio scritto ma solo un ragazzo (tu) abbia inteso replicare ti rende meritevole del mio rispetto. Lo dico sul serio. 

Detto ciò, andiamo al merito. Saranno gli anni che passano, ma io – visto lo schifo che troviamo ogni giorno – ho iniziato a pensarla all’antica: sei maggiorenne? Puoi bere. Sei minorenne? Non puoi bere. È semplice. Sei minorenne? Hai una bottiglia d’alcol in mano? Devi dire chi te l’ha venduta e il resto lo lasciamo alle forze dell’ordine… che tu sia maggiorenne o minorenne e ti scoli una, due dieci o centinaia di birre, non devi lasciare il vetro sulla spiaggia. Contrariamente a quello che pensi, Salvatore, mi piace vedervi assembrati, riuniti, a svagarvi. Bella la gioventù. Mi mette nostalgia pensare che fino a vent’anni fa io ero come voi. Il nostro non è affatto un conflitto generazionale, adulti contro giovani. Non lo è, fidati. Noi abbiamo solo tracciato una linea sul terreno: da un lato ci sono gli sporcaccioni, i “lordazzi”, dall’altro quelli che non lo sono. Per me i lordazzi sono la maggioranza e noi che ci indigniamo una minoranza che non riesce a stare zitta. Quanto al resto (le discariche, l’abbandono indiscriminato di rifiuti, l’indolenza del Comune e delle altre istituzioni) la pensiamo allo stesso modo. E come vedi abbiamo molte cose in comune. Ora, però, ti invito – caro Salvatore -, tu che hai personalità e orgoglio, se vedi qualcuno che insozza, che non ha rispetto del bene comune, prendilo per l’orecchio e ordinagli di pulire. Essere diversi non significa solo pensare diversamente, ma anche agire diversamente. E confido che agirai. 

Pietro Comito