lunedì,Maggio 17 2021

Bancarotta Artusa a Vibo: una condanna e due assoluzioni

Non regge nel giudizio ordinario l’impalcatura accusatoria dell’operazione “The Best Shop” scattata nel 2013

Bancarotta Artusa a Vibo: una condanna e due assoluzioni
Maurizio Artusa

Una condanna e due assoluzioni. Questa la sentenza del Tribunale collegiale di Vibo Valentia (Tiziana Macrì presidente, giudici a latere Giorgia Ricotti e Violetta Romano) nell’ambito dell’operazione “The Best Shop” sulla contestata bancarotta fraudolenta agli imprenditori Artusa. I giudici hanno condannato alla pena (sospesa) di 2 anni Franco Zezzo, limitatamente alla condotta riguardante un assegno circolare di diecimila euro. Sono state concesse le attenuanti generiche ed è stata dichiarata anche l’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e l’incapacità ad esercitare uffici direttivi in qualunque impresa per la durata di due anni. Da tutte le altre condotte, Franco Zezzo è stato invece assolto per non aver commesso il fatto.

Assolti, invece, Maurizio Umberto Artusa e Francesco Greco da tutti i capi d’imputazione. Nel collegio di difesa gli avvocati Giuseppe Di Renzo, Francesco Gambardella e Antonello Fuscà. [Continua in basso]

Resta invece ancora sotto processo con il rito abbreviatoMario Artusa, fratello di Maurizio. L’operazione “The Best Shop” è scattata il 24 ottobre 2013 e nei confronti degli imprenditori Artusa (attualmente imputati per l’operazione antimafia Rinascita-Scott) era stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare. L’ipotesi di reato era quella di bancarotta fraudolenta e fra i beni sequestrati (di cui ora è stato disposto il totale dissequestro in relazione a tale inchiesta) anche i negozi di abbigliamento su corso Vittorio Emanuele III, uno a Milano ed uno a Lamezia Terme su corso Nicotera.

L’inchiesta ha preso le mosse dal fallimento della “Mart srl”, attiva nel settore del commercio al dettaglio di abbigliamento con sede a Vibo Valentia su corso Vittorio Emanuele III. Tale società, costituita nel 2001 da Francesco Greco, 48 anni, di Portosalvo, frazione di Vibo, finito all’epoca agli arresti domiciliari, era stata dichiarata fallita dal Tribunale di Vibo nel 2010 ed era gestita da alcuni membri della famiglia Artusa. Francesco Greco è nipote di Mario Artusa, amministratore unico della “Mart srl”, con sede legale a Vibo, e contemporaneamente anche amministratore unico della “Modart srl”, società quest’ultima a cui la “Mart srl” aveva concesso in locazione i locali del negozio di alta moda sito a Lamezia Terme. Secondo l’accusa, Mario Artusa e Francesco Greco avrebbero distratto svariate somme per migliaia di euro, attraverso una bancarotta preferenziale, dal patrimonio della “Mart srl” in danno dei creditori sin dal 10 maggio 2010, data del fallimento.
Il solo Mario Artusa è accusato di aver distratto merce dalla società per un valore di oltre mezzo milione di euro. Parte dei soldi sarebbero transitati sui conti della “Modart srl”, altra società con sede a Catanzaro riconducibile sempre al gruppo Artusa. In qualità di amministratore della “Modart srl”, a sua volta dichiarata fallita dal Tribunale di Catanzaro nel novembre 2012, era quindi finito ai domiciliari anche Franco Zezzo, 47 anni, di Portosalvo, e Umberto Maurizio Artusa, anche lui di Portosalvo (attualmente detenuto per Rinascita Scott). Da tale società sarebbe stata sottratta merce – secondo l’originaria ipotesi accusatoria – per quasi due milioni di euro e, allo scopo di recare pregiudizio ai creditori, anche somme per centinaia di migliaia di euro ritransitate nella “Mart srl”. A chiedere ed ottenere, all’epoca, il giudizio immediato per gli imputati era stato l’allora pm della Procura di Vibo Valentia Michele Sirgiovanni. Le indagini sul “campo” sono state invece condotte dalla Guardia di Finanza.

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