Vibo, se i lavori alla scuola “Don Bosco” li finanziano le famiglie (VIDEO)

Nello storico istituto scolastico, nell’indifferenza delle istituzioni preposte, i familiari degli alunni si autotassano per ripristinare alcuni locali. La dirigente Mimma Cacciatore: «Raccolti più di 5mila euro»  

Nello storico istituto scolastico, nell’indifferenza delle istituzioni preposte, i familiari degli alunni si autotassano per ripristinare alcuni locali. La dirigente Mimma Cacciatore: «Raccolti più di 5mila euro»  

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I locali della Don Bosco interessati dai lavori
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“Preside coraggio” è stata definita per aver fatto rinascere una scuola in una realtà difficile come San Luca in Aspromonte. Da sempre in prima linea per combattere ogni forma di illegalità. Per dirla con le sue parole: “una comunità può rinascere solo attraverso la scuola”. Partendo da questo concetto, da quando nel 2015 dirige la scuola primaria Don Bosco di Vibo Valentia, Domenica Cacciatore si è messa in moto per sistemare tutto ciò che non andava. Ma di ostacoli e “muri di gomma” ne ha trovati tanti.  

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Davanti alla sordità del Comune, non si è arresa. Ha deciso di aggirare l’ostacolo autotassandosi e organizzando una coletta per avviare i lavori di ristrutturazione dello storico plesso scolastico. «Abbiamo raccolto più di 5mila euro grazie alle donazioni di docenti, personale Ata e genitori che hanno versato contributi volontari su un apposito conto corrente aperto dalla scuola. Altri contributi sono arrivati dalle associazioni Lions club, Rotary club e Kiwanis, dal titolare di un bar e dal gestore di un distributore di bevande». 

Oggi nel piano interrato della scuola – che un tempo ospitava il refettorio, le cucine, i laboratori, aule e bagni – regna il degrado. I lavori procedono celermente. Ma c’è tanto da fare per ripristinare i locali. Aule abbandonate, perdite d’acqua, pareti crollate e intonaco che si sgretola al primo colpo, come ci mostra la stessa dirigente che non si rassegna. Mimma Cacciatore continua a chiedersi il perché, «nonostante le centinaia di lettere, il Comune non ha mai preso alcun provvedimento per sistemare l’antica scuola?».