Peculato alla Field, avviso di conclusione indagini per il sindaco di Sant’Onofrio Maragò

Secondo la Procura di Catanzaro si attribuì un premio di produzione di 25mila euro in concorso con l’ex presidente dell’ente in house della Regione, Domenico Barile, e con altri quattro indagati

Secondo la Procura di Catanzaro si attribuì un premio di produzione di 25mila euro in concorso con l’ex presidente dell’ente in house della Regione, Domenico Barile, e con altri quattro indagati

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Il sindaco di Sant'Onofrio, Onofrio Maragò (Pd)
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C’è anche il sindaco di Sant’Onofrio, Onofrio Maragò, 50 anni, tra le otto persone raggiunte dall’avviso di chiusura delle indagini preliminari relativo all’inchiesta sul tracollo della Fondazione Field (ente in house della Regione Calabria guidata dall’ex politico cosentino Domenico Barile), emesso dal pm della Procura di Catanzaro, Paolo Petrolo. Oltre all’ex presidente e all’amministratore vibonese in quota Pd, indagati risultano anche Lucio Marrello (ex direttore amministrativo Field), Attilio Sarcone, Roberto Ferrari, Raffaele Manfredi, Sergio De Marco e Alfio Pisani. Tutti sono accusati di peculato. Secondo il pm Petrolo avrebbero sottratto i fondi regionali destinati alla gestione dell’ente utilizzandoli per fini diversi. Si tratta di un filone diverso rispetto a quello che aveva già portato Barile a patteggiare una pena a 2 anni e 10 mesi per la sottrazione di circa 500mila euro dal capitale della medesima fondazione.

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In particolare, il primo cittadino di Sant’Onofrio, Onofrio Maragò, risulta indagato, in concorso “morale e materiale” con Barile, Marrello, De Marco, Pisani e Manfredi, perché “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, perpetrate anche in tempi diversi, si appropriavano al fine di profitto della somma complessiva di 161.894 euro” a titolo di premi di produzione. “Nello specifico – scrive il pm Petrolo -, in assenza di qualsivoglia documentazione a supporto, di idonea motivazione/giustificazione, di predeterminazione del relativo importo, di indici ed obiettivi cui collegare necessariamente il riconoscimento della relativa indennità e dei sistemi di valutazione delle performance aziendali, in data 25 novembre 2011 e 5 dicembre 2011, provvedevano all’effettuazione, dal conto corrente della Field, di bonifici, rispettivamente di 37.728 euro a favore di Barile e di 24.797 euro a favore degli altri, a titolo di premio di produzione per l’anno 2011, in tal modo comportandosi ‘uti domini’”. 

Altri fondi, secondo la Procura del capoluogo di regione, sarebbero stati utilizzati per viaggi (67mila euro), soggiorni in hotel (11mila euro), pranzi e cene (oltre 25mila euro), carburante (46mila euro), “spese varie” (25mila euro) e perfino piante e fiori, nonché seminari e attività formativa e promozionale riguardante la Fondazione Field. Il tutto per una somma complessiva di circa 190mila euro. Spese che, sostiene la Procura, sarebbero state effettuate “in assenza di qualsivoglia documentazione di supporto – in ordine, tra l’altro, all’autorizzazione e/o motivazione della spesa – e per ragioni esclusivamente private ed estranee a quelle istituzionali dell’ente”. Quest’ultima contestazione è riferita ai soli Marrello e Barile con l’aggravante, solo per il secondo, della recidiva reiterata ed infraquinquennale. Gli indagati avranno venti giorni di tempo dalla notifica dell’avviso di conclusione indagini per chiedere al pm di essere interrogati o presentare, attraverso i rispettivi legali, memorie difensive.