giovedì,Giugno 17 2021

‘Ndrangheta: arrestato in Brasile il boss latitante Rocco Morabito

Insieme a lui catturato anche Vincenzo Pasquino, pure lui nell’elenco dei ricercati più pericolosi

‘Ndrangheta: arrestato in Brasile il boss latitante Rocco Morabito

Arrestato il boss della ‘ndrangheta di Africo Rocco Morabito, alias “Tamunga”. E’ stato catturato in Brasile in un’operazione congiunta di Interpol, polizia, carabinieri e polizia federale brasiliana, con la collaborazione di Dea, Fbi e dipartimento di giustizia statunitense. Il boss era nella lista dei dieci criminali più ricercati al mondo ed era latitante dal 2017, quando era evaso da un carcere in Uruguay, dove si trovava in attesa di essere estradato in Italia dove era al numero 2 della lista dei latitanti più pericolosi, secondo solo al siciliano Matteo Messina Denaro. [Continua in basso]

Rocco Morabito è stato catturato a Joao Pessoa, capitale dello stato brasiliano di Paraiba insieme ad un altro latitante, Vincenzo Pasquino, anche lui inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi. All’indagine che ha portato all’arresto dei due hanno collaborato anche il gruppo dei carabinieri di Locri e quelli del comando provinciale di Torino. I due sono stati arrestati dalla Polizia Brasiliana, con il supporto investigativo dei carabinieri del Ros e dei Comandi provinciali di Torino e Reggio Calabria, lì in missione da alcuni giorni. Il boss Rocco Morabito, esponente di spicco della potente cosca Morabito-Bruzzaniti-Palamara di Africo Nuovo, è destinatario di più sentenze di condanna, per reati associativi e in materia di traffico di stupefacenti.
Vincenzo Pasquino era ricercato dal gennaio 2020 ed è ritenuto affiliato al locale di ‘ndrangheta di Volpiano (To), destinatario di misura cautelare per traffico internazionale di stupefacenti. Durante la sua latitanza, il re calabrese dei narcos, Rocco Morabito, sarebbe stato protetto da gruppi criminali tra Brasile, Paraguay ed Argentina. Morabito, prima di essere arrestato nel 2017 in un hotel di Montevideo dopo 23 anni di latitanza, si celava dietro il falso nome di Francisco Cappelletto.

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