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Anni di incuria, distrazioni, promesse tradite. Sterpaglie e rifiuti invadano anche il torrente che – afferma un residente - «non puliscono dall’alluvione del 2006»

Cronaca

Vibo Marina, seconda traversa di via Parodi. Chi vuole la riprova dei paradossi con i quali fa i conti la comunità della frazione costiera venga qui. Qui è la sede della delegazione municipale, piccola ma garbata ed efficiente. Da queste parti vive anche l'assessore ai Lavori pubblici Lorenzo Lombardo, quello - si è detto a più riprese - che forse di più e meglio ha fatto all'interno di una delle amministrazioni più contestate della storia di Vibo Valentia. Al contempo, qui le prove della disattenzione delle istituzioni locali le vedi, le annusi e le tocchi con mano. «E meno male che quest'anno non ha piovuto con costanza», dice uno dei residenti che mostra il corso d'acqua che attraversa la via invaso da sterpaglie ed erbacce. «Da quanto non puliscono? Dall'alluvione del 2006». Dodici anni fa, quando a Vibo Marina ci scapparono tre morti, novanta feriti e danni per milioni e milioni di euro. Si trovano anche rifiuti nell'atrio del torrente. Compresi gli scarti di ortaggi lasciati dai venditori abusivi di ortofrutta: quelli che coi loro mezzi occupano il suolo pubblico senza che mai loro sia elevata una multa. «Se però poi qui parcheggi un attimo sulle strisce blu e non metti subiti il tagliando ti salano...». Già. Le prove dei paradossi qui le tocchi con mano. Come quei rifiuti ingombranti accatastati. O come quegli zampilli d'acqua... «Due perdite che sono anni...», ci racconta una donna. Anni di incuria, distrazioni, promesse tradite.

 

 

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