Nessun sequestro per i beni del broker della cocaina Franco Ventrici

Il Tribunale di Vibo dichiara inammissibile la domanda poiché carente dell’atto introduttivo. Il valore degli immobili, fra il Vibonese e la provincia di Bologna, ammonta ad oltre un milione di euro

Il Tribunale di Vibo dichiara inammissibile la domanda poiché carente dell’atto introduttivo. Il valore degli immobili, fra il Vibonese e la provincia di Bologna, ammonta ad oltre un milione di euro

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Inammissibile la domanda di sequestro dei beni di Franco Ventrici, 46 anni, di San Calogero, fra i più importanti broker della cocaina su scala internazionale. L’inammissibilità della proposta è stata dichiarata dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia (presidente Giulio De Gregorio) poiché carente dell’atto introduttivo. Il 25 luglio del 2016 la Corte d’Appello di Bologna aveva dichiarato l’incompetenza territoriale del Tribunale di Bologna in relazione alla proposta di sequestro dei beni. Con il medesimo provvedimento, la Corte d’Appello di Bologna aveva quindi disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Vibo. La difesa – rappresentata dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Fausto Bruzzese – ha però eccepito  la mancanza della proposta di sequestro, producendo copia della sentenza della prima sezione penale della Cassazione che, annullando senza rinvio l’ordinanza del Tribunale di Bologna, ha trasmesso gli atti al procuratore di Catanzaro. I beni, fra terreni, case ed immobili, erano stati sequestrati a Franco Ventrici (già condannato in via definitiva per narcotraffico nell’operazione “Decollo” del 2004 e poi nell’operazione “Decollo Ter del 2010 per estorsione alla Lidl Italia, oltre a condanne rimediate a Bologna per l’operazione “Due Torri connection”) nel 2014 dal Tribunale di Bologna per un valore complessivo di un milione e 300mila euro. Si tratta in particolare due ville residenziali entrambe a Bentivoglio (Bo), terreni a San Calogero e nel Bolognese e autoveicoli, tra i quali un’Alfa 164 blindata.