Francesco Prestia Lamberti, la madre: «Il suo assassino ha chiesto perdono» (VIDEO)

Ad un anno dall’uccisione del 16enne di Mileto, Marzia Luccisano torna a parlare in occasione del conferimento delle borse di studio intitolate al figlio dalla Cgil e parla di nuove minacce ai coetanei del figlio, invitati a non parlare

Ad un anno dall’uccisione del 16enne di Mileto, Marzia Luccisano torna a parlare in occasione del conferimento delle borse di studio intitolate al figlio dalla Cgil e parla di nuove minacce ai coetanei del figlio, invitati a non parlare

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Marzia Luccisano alla consegna delle borse di studio
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Un anno di mezze verità. 365 giorni senza Francesco Prestia Lamberti, il 15enne di Mileto ucciso da un suo coetaneo, Alex Pititto, reo confesso, che da quel maledetto 29 maggio del 2017 è rinchiuso nel carcere minorile di Catanzaro. Un omicidio sul quale ci sono ancora troppi punti oscuri. Ne è convinta mamma Marzia Luccisano, che stamattina nel giorno del primo anniversario della morte di suo figlio, ha partecipato insieme al marito, al conferimento delle borse di studio intitolate al figlio dalla Flc Cgil Scuola nell’ambito del concorso “Rompiamo il muro del silenzio”. Un titolo che è anche e soprattutto l’appello più volte lanciato dai genitori del 15enne che da un anno invocano verità e giustizia.

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«Ieri dall’aula del Tribunale di Catanzaro Alex Pititto ci ha chiesto perdono – racconta mamma Marzia -. Eravamo a due passi da lui, nel suo sguardo basso, però, nessun segno di pentimento. Le sue scuse sembravano solo una strategia difensiva, null’altro. Lo perdoneremo solo il giorno in cui racconterà tutta la verità e farà i nomi dei suoi complici. Perché da solo non può avere agito».  

Dalla sala della Fondazione del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime, mamma Marzia rivolge il suo accorato appello alle mamme di Mileto: «Avrebbero dovuto scendere tutte in piazza. Per i loro figli. Gli assassini di Francesco, che anche da complici reputo tali, girano liberi in paese, accanto ai vostri figli, escono con  loro, entrano nelle loro macchine. Fino a quando durerà questa omertà che aleggia su Mileto?» si domanda. Nessuno è al sicuro. «Circa due settimane fa – racconta ancora la donna – alcuni ragazzi sono stati invitati a “non parlare”. Una minaccia esplicita. Tutti sanno, ma nessuno parla. La sera del 29 maggio – ricorda – Francesco è uscito da casa alle 20.05, doveva andare a mangiare una pizza con i suoi amici». “Mamma ti prometto che non tornerò tardi”, l’aveva salutata così. Alle 20.26, mamma Marzia invia un messaggio che Francesco non leggerà mai. Ucciso con due colpi di pistola. «Un omicidio premeditato» ripete la mamma che ricorda come dalle successive indagini si è scoperto che il killer da giorni girava armato con l’intento di eliminare quel giovane in preda ad una folle gelosia.

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