Droga dalla Calabria alle tifoserie milanesi, arrestato 33enne di Vibo

L’uomo è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare insieme ad altre 21 persone accusate di far parte di un vasto traffico di stupefacenti. Tra gli arrestati un capo ultrà del Milan ed uno steward dell’Inter

L’uomo è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare insieme ad altre 21 persone accusate di far parte di un vasto traffico di stupefacenti. Tra gli arrestati un capo ultrà del Milan ed uno steward dell’Inter

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

C’è anche Luca Boscherino, 33 anni, originario di Vibo Valentia, tra le 22 persone raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare eseguita a Milano per traffico di droga. A capo dell’organizzazione smantellata dalla Polizia vi sarebbe Luca Lucci, capo della curva sud del Milan. Il 37enne usava la sede dell’associazione “Il Clan” in via Sacco e Vanzetti a Sesto San Giovanni come base per i suoi traffici di droga. Un luogo in cui di solito si riunisce la curva sud rossonera per questioni calcistiche e che era diventato la destinazione di grossi carichi. La polizia è infatti riuscita ad intercettare un tir con un carico di 250 chili tra hashish e marijuana di provenienza albanese diretta nella cittadina alle porte di Milano: almeno 3 i box dove avveniva lo stoccaggio. Il capo ultras, che ha molti precedenti sportivi tra cui Daspo e pestaggi, poi la portava nella sede dell’associazione. Non è stata documentata un’attività di spaccio diretta allo stadio di San Siro, ma l’ipotesi – stando a quanto riferito dagli agenti del commissariato Centro di Milano – non è esclusa. Era Massimo Mandelli, uno dei responsabili degli steward volontari dell’Inter, il collegamento tra il canale di approvvigionamento albanese presso cui si riforniva Luca Lucci, il capo ultras del Milan, e quello italiano di cui era a capo proprio il vibonese Boscherino.

Informazione pubblicitaria

Mandelli si riforniva infatti sia dagli albanesi che dai calabresi, sebbene fra le due organizzazioni non ci fosse una connessione in termini di affari. Al momento 2 persone, i capi clan del filone albanese, sono ricercate, mentre per gli altri – tutti italiani, tranne un romeno – l’ordinanza è stata eseguita questa mattina. Quasi 600 i chili di droga che gli agenti del commissariato Centro sono riusciti a sequestrare in un’indagine cominciata il 24 marzo del 2016. Il primo ad essere arrestato è stato in quell’occasione Davide Panizza, trovato con mezzo chilo di marijuana e diversi cellulari. I telefoni sono rivelati una miniera d’oro di contatti e messaggi usati per concordare luoghi e modalità dello smercio. Le intercettazioni – alcune delle quali abbastanza esplicite come una in cui un indagato diceva all’altro “Ciao amore, domani alle 3” – hanno portato ad un primo grosso sequestro: 120 chili di hashish (trovati nel box di Panizza) 6 chili di cocaina pura all’80% per un valore di mezzo milione di euro e 15mila euro in contanti. La droga proveniva da Spagna, Sud America e Calabria, precisamente dal porto di Gioia Tauro. Panizza potrebbe essere anche coinvolto in una gambizzazione successiva ad uno scambio di sostanza in via Fleming: il 15 febbraio del 2017 un emissario era stato raggiunto da colpi di pistola in un’area destinata allo spaccio, forse per una partita non pagata. Panizza era il referente a Milano del vibonese Boscherino. Fra le grosse piazze di spaccio direttamente interessate c’era quella del quartiere Baggio, periferia sud del capoluogo lombardo.