Guasto all’ascensore dell’ospedale di Vibo, in cinque restano chiusi all’interno per 40 minuti

Tra loro una 82enne di Vibo Marina recatasi a trovare la nipote. Momenti di agitazione ma, per fortuna, nessuna conseguenza

Tra loro una 82enne di Vibo Marina recatasi a trovare la nipote. Momenti di agitazione ma, per fortuna, nessuna conseguenza

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L'ospedale di Vibo
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Momenti di forte tensione questa mattina all’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia. L’ascensore della scala B si è improvvisamente bloccato alle 11.30 circa mentre era in piena operatività, con all’interno cinque persone intente ad andare a trovare dei familiari ricoverati in alcuni reparti della struttura e a ricevere delle visite mediche. Tra queste, una 82enne residente a Vibo Marina accompagnata dal figlio, F. F., per far visita alla nipote che da poco aveva partorito. I malcapitati sono rimasti nell’ascensore per ben 40 minuti, nonostante sin da subito si siano attivati chiamando con un telefonino il centralino del nosocomio e i familiari presenti all’interno del reparto. Ad un certo punto qualcuno di loro, preso dal panico, stava per chiamare le forze dell’ordine. 

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Ad intervenire per primo un Vigile del fuoco del Comando provinciale fuori servizio che per motivi personali si trovava in quel momento casualmente all’interno dello “Jazzolino”, prima che giungesse uno degli addetti dell’ospedale a sbloccare con la chiave di servizio la situazione. A quanto pare non è la prima volta che l’ascensore del padiglione interessato presenta delle problematiche creando disagi e apprensione tra gli utenti. Sarebbe forse il caso di predisporre un apposito intervento di ripristino e di messa a norma o, almeno, di mettere un cartello di divieto di utilizzo del montacarichi, cosa che al momento, nonostante il disguido di questa mattina, non è ancora avvenuta. Soprattutto in virtù del fatto che, qualora nei concitati attimi del guasto, all’interno dell’ascensore si fosse trovato qualche cardiopatico o qualche paziente bisognoso di cure, le conseguenze avrebbero potuto essere più gravi.