Ferimento di un extracomunitario, assolto Agostino Vallelonga

Nell’agguato dinanzi al santuario di Riace trovò la morte il boss di Serra San Bruno Damiano Vallelunga

Nell’agguato dinanzi al santuario di Riace trovò la morte il boss di Serra San Bruno Damiano Vallelunga

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Il gup del Tribunale di Reggio Calabria, al termine di un processo con rito abbreviato, ha assolto per non aver commesso il fatto Agostino Vallelonga, 43 anni, nativo di Campoli di Caulonia e residente a Fabrizia – figlio del defunto Giovanni Vallelonga, assassinato il 21 aprile 2010 -, per le ferite di arma da fuoco subite da un cittadino extracomunitario in occasione dell’agguato del 27 settembre 2009 che portò alla morte del boss di Serra San Bruno Damiano Vallelunga, ucciso a Riace nel piazzale antistante il Santuario dei santi Cosma e Damiano, in occasione della ricorrenza della festività in loro onore e nel corso della celebrazione della cerimonia religiosa. Agostino Vallelonga – difeso dagli avvocati Giancarlo Pittelli e Cosimo Albanese – era stato indagato dalla Dda di Reggio Calabria quale mandante ed organizzatore, unitamente ad altri soggetti, dell’omicidio di Damiano Vallelunga, nonché responsabile delle gravi ferite d’arma da fuoco riportate nel corso dell’esecuzione anche da parte di un cittadino extracomunitario. Agostino Vallelonga, coinvolto nell’operazione antimafia denominata “Confine”, il 27 febbraio scorso è stato condannato a 18 anni e 9 mesi di reclusione. Nell’agosto del 2011 è rimasto vittima di un tentato omicidio a Serra San Bruno. LEGGI ANCHE: ‘Ndrangheta: omicidio del boss delle Serre Damiano Vallelunga, due ergastoli (VIDEO)

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