‘Ndrangheta: processo “Mediterraneo”, lascia il carcere Giuseppe Mancuso

Il figlio del boss Pantaleone Mancuso, detto “l’Ingegnere”, è stato di recente condannato per narcotraffico

Il figlio del boss Pantaleone Mancuso, detto “l’Ingegnere”, è stato di recente condannato per narcotraffico

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Lascia il carcere Giuseppe Mancuso, 29 anni, di Limbadi (ma residente a Nicotera), figlio del boss Pantaleone Mancuso, alias “l’Ingegnere”. Il tribunale di Palmi ha infatti concesso gli arresti domiciliari in accoglimento di un’istanza degli avvocati Francesco Sabatino e Valerio Spigarelli. Giuseppe Mancuso è stato condannato a 11 anni e 6 mesi per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico nell’ambito dell’operazione denominata “Mediterraneo”. Gli arresti domiciliari sono stati concessi dal Tribunale poiché, pur a fronte della recente sentenza di colpevolezza in primo grado, i giudici hanno escluso l’aggravante delle finalità mafiose nelle condotte (agevolazione del clan Mancuso) ed hanno tenuto conto del tempo già trascorso in carcere da Giuseppe Mancuso che, attualmente, si trova imputato anche a Catanzaro per il tentato omicidio della zia Romana Mancuso e del figlio Giovanni Rizzo (26 maggio 2008) dopo essere stato assolto in appello insieme al padre Pantaleone Mancuso. Giuseppe Mancuso, detto anche “Peppe u Zipp”, si trova infine sotto processo pure dinanzi alla Corte d’Appello di Milano dopo un annullamento con rinvio deciso dalla Cassazione. In primo grado, Giuseppe Mancuso era stato condannato a 13 anni di reclusione, al termine del processo con rito abbreviato, per il reato di sequestro di persona, aggravato dalle modalità mafiose, finalizzato a compiere un’estorsione. In Appello era stato però assolto. La Cassazione ha però ordinato un nuovo processo di secondo grado.

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