Canile comunale a Vibo e polemiche, l’Ada respinge gli attacchi (VIDEO)

Il legale dell’associazione ribatte alle critiche dell’Enpa sulla gestione e denuncia di aver ricevuto minacce

Il legale dell’associazione ribatte alle critiche dell’Enpa sulla gestione e denuncia di aver ricevuto minacce

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“Guardate in che condizioni versa il canile comunale di Vibo Valentia” denunciava qualche giorno fa sui media Enrica Saccani già presidente dell’Enpa e che fino a dicembre scorso ha gestito la struttura. Box sporchi, poco cibo, poca acqua e lavoratori senza contratto. A distanza di qualche giorno dal polverone che si è  alzato attorno al canile comunale, l’associazione amici degli animali, tramite il legale Antonio Zoccali che è anche socio dell’A.D.A., ha inteso chiarire alcuni aspetti di questa vicenda. “C’è sempre qualche dipendente o volontario – spiega l’avvocato – che si occupa dei cani, convinto che l’associazione che rappresenta si sia sempre spesa per il bene degli amici a quattro zampe. Il canile è oggetto di attacchi da parte della vecchia gestione”. Gestione su cui l’associazione Ada muove più di una critica. L’avvocato si dice disposto ad autodenunciarsi per fare chiarezza su tutta la vicenda. “I problemi ci sono stati – ammette – ma dovuti alla firma della nuova convenzione che ha lasciato per qualche giorno (dal 30 giugno all’11 luglio) il canile in uno stato di semi abbandono dovuto alla decisione legittima dei lavoratori di sospendere ogni attività in attesa di firmare il nuovo contratto di lavoro. Contratto sottoscritto pochi giorni fa. Ciò permetterà – conclude Zoccali – di  garantire regolarmente i pasti agli ospiti della struttura ed a mantenere puliti i box”. Si ritorna dunque alla normalità, in attesa di  ottenere  più fondi. Attualmente il Comune – precisa l’avvocato – assegna al canile 7.500 euro. “Con questa somma talvolta siamo costretti a mettere risorse di tasca nostra”. L’obiettivo è quello di creare un’oasi canina – spiega Zoccali – che poi riferisce di avere ricevuto alcune minacce: “Ho avuto una serie di avvertimenti nel momento in cui mi sono interessato, in qualità di presidente dell’Ada, di strutturare l’associazione e quindi il gruppo che avrebbe dovuto gestire il canile”.  

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