Narcotraffico internazionale dal Vibonese, stangata sugli imputati di “Stammer”: 36 condanne

Sentenza del gup distrettuale di Catanzaro per gli imputati giudicati con rito abbreviato. Oltre 400 anni di carcere. Solo tre le assoluzioni. Cocaina importata dai clan vibonesi, reggini, lametini e crotonesi con diramazioni in mezzo mondo

Sentenza del gup distrettuale di Catanzaro per gli imputati giudicati con rito abbreviato. Oltre 400 anni di carcere. Solo tre le assoluzioni. Cocaina importata dai clan vibonesi, reggini, lametini e crotonesi con diramazioni in mezzo mondo

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Sentenza del gup distrettuale di Catanzaro, Paolo Mariotti, al termine del processo celebrato con rito abbreviato e nato dall’operazione Stammer contro il narcotraffico internazionale. Solo tre le assoluzioni, 36 condanne e per gli imputati si tratta di una vera e propria “stangata”. Regge in pieno, infatti, l’accusa del pm della Dda di Catanzaro Camillo Falvo (in foto). In alcuni casi le condanne sono superiori alle stesse richieste della pubblica accusa. Questo il verdetto per i 39 imputati: 20 anni per Francesco Ventrici, di 45 anni, di San Calogero, residente a Bentivoglio (Bo), broker internazionale della cocaina e già condannato nelle operazioni “Decollo” e “Due torri connection” (16 anni la richiesta del pm); 8 anni Oksana Verman, di 42 anni, ucraina residente a Vibo Valentia, da febbraio collaboratrice di giustizia (3 anni la richiesta di pena); 20 anni Rosario Arcuri, detto “Saro il vecchio”, di 65 anni, di Rosarno (16 anni la richiesta di pena); 9 anni Massimiliano Bufalini, di 42 anni, di Supino (Fr) (9 anni chiesti dal pm); 4 anni Francesco Buonvicino, di 47 anni, di Mesoraca (8 anni chiesti dal pm); 9 anni Antonino Cannizzaro, di 51 anni, di Rosarno (12 anni la richiesta di pena); 9 anni Gregorio Cannizzaro, di 51 anni, di Rosarno (12 anni la richiesta di pena); 12 anni Giuseppe Capano, di 49 anni, di Vibo Valentia, residente a Breno (BS) (12 anni la richiesta del pm); 9 anni per Wael Chanboura, di 37 anni, libanese, residente a Forlì (10 anni la richiesta di pena); 7 anni e 6 mesi Rocco Cutrì, di 37 anni, di Sinopoli (Rc), ma dimorante ad Aprilia (Lt, 12 anni chiesti dal pm); 9 anni Pasquale Feroleto, di 44 anni, di Lamezia Terme (stessa pena chiesta dal pm); 17 anni Antonino Fogliaro, di 42 anni, di Mileto, residente a Reggio Calabria (13 anni chiesti dal pm); 12 anni Domenico Iannello, di 41 anni, di Mileto (16 anni chiesti dal pm); 20 anni Giuseppe Iannello, di 29 anni, di San Calogero (18 anni la richiesta di pena); 20 anni Domenico Lentini, di 51 anni, di Oppido Mamertina (Rc), residente a San Marcello Pistoiese (16 anni la richiesta di pena); 6 anni e 4 mesi anni Aurelio Mandica, di 38 anni, originario di Messina ma residente a Frosinone (9 anni la richiesta di pena); 6 anni e 4 mesi anni Luigi Mannarino, di 33 anni, di Mesoraca (9 anni la richiesta di pena); 17 anni per Giuseppe Mercuri, di 59 anni, di San Calogero (14 anni la richiesta di pena); 3 anni e 6 mesi Carlo Mussari, di 42 anni, di Marcedusa (chiesti 10 anni); 8 anni e 4 mesi Giuseppe Vittorio Petullà, di 60 anni, di Mileto, residente a Carate Brianza (14 anni la richiesta del pm); 20 anni per Salvatore Pititto, di 50 anni, di Mileto (20 anni la richiesta del pm); 7 anni e 6 mesi Massimo Polito, di 35 anni, di Mileto (7 anni la richiesta); 9 anni e 6 mesi per Calogero Rizzuto, di 66 anni, di Palermo (10 anni la richiesta del pm); 7 anni e 4 mesi per Francesco Serrao, di 51 anni, di Mesoraca (chiesti 10 anni); 12 anni e 2 mesi per Domenico Stagno, di 51 anni, di San Calogero, residente a Sala Bolognese (chiesti 10 anni); 20 anni per Filippo Fiarè, di 61 anni, boss di San Gregorio d’Ippona (chiesti 16 anni); 20 anni per Salvatore Paladino, di 59 anni, di Rosarno (18 anni la richiesta del pm); 10 anni e 6 mesi Antonio Ruggiero, di 41 anni, di Vibo Valentia (10 anni la richiesta); assoluzione per Armando Galati, di 64 anni, di Mileto (erano stati chiesti 8 anni, difeso dall’avvocato Giuseppe Bagnato); 14 anni e 8 mesi Fortunato Baldo, di 23 anni, di Mileto (chiesti 15 anni); 12 anni Enzo Messina, di 51 anni, di San Pietro Casale (chiesti 12 anni); 8 anni Mariantonia Mesiano, di 47 anni, di Mileto (chiesti 13 anni); 10 anni Giuseppe Pititto, di 26 anni, di Mileto; 10 anni Giuseppe Grimaldi, di 37 anni, di Mesoraca (chiesti 12 anni); 9 anni e 6 mesi Angelo Rizzuto, di 35 anni, di Palermo (chiesti 6 anni); 8 anni e 4 mesi Michele Villì, di 42 anni, di Milano (chiesti 8 anni); assoluzione per Gianluca Pititto, di 22 anni, di Mileto (chiesti 10 anni, difeso dagli avvocati Giuseppe Monteleone e Gianfranco Giunta); Anna Palazzo, 5 anni, di Palermo (chiesti 6 anni);assoluzione per Mario Pititto, di Rosarno (chiesti 7 anni e 6 mesi). A tutti gli imputati il gup ha riconosciuto le circostanze attenuanti generiche. Assoluzioni parziali per singoli capi di imputazione incassano “per non aver commesso il fatto”: i fratelli Cannizzaro di Rosarno; Massimiliano Bufalini, Pasquale Feroleto, Giuseppe Grimaldi, Aurelio Mandica, Luigi Mannarino, Mariantonia Mesiano, Carlo Mussari, Giuseppe Vittorio Petullà, Angelo Rizzuto, Antonio Ruggiero, Francesco Serrao, Wael Chanboura, Oksana Verman. Dissequestrati poi alcuni rapporti bancari, un terreno ubicato a Mileto e lo stabilimento agricolo industriale per la lavorazione del lattesito a Mileto, località “Feudo San Giovannello”. Beni nella disponibilità dei Pititto. Disposta invece la confisca di tutti gli altri beni in sequestro. [CONTINUA DOPO LA PUBBLICITA’]

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L’inchiesta è scattata il 24 gennaio 2017 su indagini condotte sul campo dal Nucleo di polizia tributaria e dal Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro. Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di aver preso parte a diverse importazioni di cocaina dal Sudamerica. Le indagini hanno in particolare consentito di disarticolare un’organizzazione estremamente complessa, composta da diversi sodalizi criminali, riconducibili ai clan Fiarè di San Gregorio d’Ippona, Pititto-Iannello e Galati di Mileto ed al gruppo egemone a San Calogero facente capo al broker della cocaina Francesco Ventrici, con la sostanziale partecipazione di alcuni clan della Piana di Gioia Tauro e della provincia di Crotone. Clan calabresi assolutamente a loro agio nel contrattare direttamente con i Cartelli sudamericani l’importazione anche di 8.000 (ottomila) chili di cocaina.                                                                                          Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati: Giuseppe Bagnato, Giuseppe Monteleone, Giovanni Vecchio, Leopoldo Marchese, Francesco Muzzopappa, Michelangelo Miceli, Antonio Porcelli, Guido Contestabile, Salvatore Staiano, Valentina Natale, Nicola Cantafora, Sergio Rotundo, Gregorio Viscomi, Gianfranco Giunta, Francesco Schimio, Vincenzo Cicino, Mario Santambrogio, Luigi Gullo, Rocco Romellano, Carmen Di Meo, Fausto Bruzzese, Gabriele Bordoni, Salvatore Iannone, Calogero Vella, Pietro Sammarco, Stafania Pattarello, Giacomo Curti, Francesco Schimio, Marco Rocca, Pasquale Cirillo, Massimo Titi, Davide Cariola, Salvatore Cerra, Mario Virgillitto, Giuseppe Alvaro, Gabriele Bordoni, Anna Maria Pisano, Michele Novella, Francesco Gigliotti, Giuseppe Spaziani.

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