Operazione “Stammer”: l’egemonia del vibonese Franco Ventrici nei traffici di cocaina

Gli affari ed il ruolo di comando sul gruppo di San Calogero da parte di uno dei massimi broker internazionali, in rapporti con i colombiani ed il gruppo di Mileto

Gli affari ed il ruolo di comando sul gruppo di San Calogero da parte di uno dei massimi broker internazionali, in rapporti con i colombiani ed il gruppo di Mileto

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Un intero gruppo di soggetti “assoggettato all’egemonia di Francesco Ventrici”. E’ quanto emerge dall’operazione “Stammer” contro il narcotraffico internazionale scattata il 24 gennaio scorso con una quarantina di fermi disposti dalla Dda di Catanzaro su 75 indagati complessivi. Un ruolo di primo piano, quindi, viene ancora una volta attribuito al vibonese Francesco Ventrici, 45 anni, di San Calogero, broker della cocaina di livello internazionale insieme al suo ex socio Vincenzo Barbieri, pure lui di San Calogero ed ucciso in un agguato nei pressi di un bar del paese nel marzo del 2011. Un protagonista assoluto del narcotraffico, Francesco Ventrici, già al centro della storica operazione “Decollo” del Ros e della Dda di Catanzaro (pm Salvatore Curcio), scattata nel gennaio del 2004, e dell’inchiesta “Due torri connection” scattata nel luglio 2011 ad opera della Dda di Bologna.

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Il profilo ed i nuovi traffici. Già condannato a Bologna per intestazione fittizia di beni nel procedimento nato dall’operazione “Golden Jail”, nel 2014 Francesco Ventrici (in foto) aveva subito la confisca di un patrimonio per un valore di un milione e 300 mila euro frutto del narcotraffico internazionale. Viene ritenuto come uno dei massimi importatori in Europa di cocaina dal Sud America, tanto che nel processo nato dall’operazione “Due torri connection”, in corso di svolgimento dinanzi al Tribunale di Bologna, nei suoi confronti la Dda ha già chiesto una condanna a 22 anni di reclusione per traffico internazionale di cocaina e si è in attesa della sentenza. Nel caso di specie, il broker vibonese, trasferitosi a Bologna dopo la prima condanna rimediata nell’operazione “Decollo”, è accusato di aver tentato di importare via aerea dall’Ecuador 1.500 chili di polvere bianca.

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Ancora una volta – sebbene gli inquirenti ritengano anche nell’operazione “Stammer” Francesco Ventrici “personaggio alla dirette dipendenze della cosca Mancuso”, pur in assenza di sentenze al riguardo ­­­– emerge il suo ruolo di leader nell’organizzazione di diverse importazioni e traffici di cocaina.

In particolare, dalle attività investigative compiute dal Ros di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta “Stammer” emerge che la compagine calabrese guidata da Francesco Ventrici, insieme a quella colombiana, aveva organizzato due importazioni distinte di stupefacente, con due modi diversi utilizzati per far giungere il carico in territorio italiano.

Nello specifico, il primo era quello di far viaggiare lo stupefacente all’interno di un container da un porto del Sudamerica verso un porto italiano; il secondo, invece, quello di far arrivare lo stupefacente stivato in un aereo in partenza da un aeroporto sudamericano e diretto in un aeroporto italiano.

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Da un’intercettazione captata il 17 febbraio 2015 a bordo dell’autovettura di Salvatore Pititto di San Giovanni di Mileto (pure lui fra i principali indagati dell’operazione “Stammer”) emerge inoltre il tentativo dei vibonesi di approvvigionarsi di stupefacente dal territorio siciliano ed in particolare da Vittoria, in provincia di Ragusa. Accanto a Francesco Ventrici gli inquirenti collocano Antonio Grillo, alias “Il bisonte”, 39 anni, di San Calogero, pure lui imputato nel processo “Due torri connection” e nei confronti del quale la Dda di Bologna ha già chiesto la condanna a 12 anni di reclusione. Nell’inchiesta “Stammer” insieme ad Antonio Grillo sono indagati anche il fratello Giuseppe, di 36 anni, ed il padre Pasquale, di 68 anni, titolari a San Calogero dell’hotel-ristorante “L’Orchidea”.  

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