‘Ndrangheta e politica a Mileto: i clan ed il Comune nel racconto di Oksana Verman (VIDEO)

Dichiarazioni dirompenti della collaboratrice di giustizia svelano l'influenza dei Pititto nella vita dell'ente locale caratterizzato da continua instabilità

Dichiarazioni dirompenti della collaboratrice di giustizia svelano l'influenza dei Pititto nella vita dell'ente locale caratterizzato da continua instabilità

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Rischiano di aprire anche lo scottante “capitolo” dei rapporti fra mafia e politica a Mileto le dichiarazioni della nuova collaboratrice di giustizia, Oksana Verman, la donna ucraina amante di Salvatore Pititto che, dopo l’arresto per concorso in narcotraffico nell’operazione “Stammer” dello scorso anno, ha deciso di vuotare il sacco. Un “fiume in piena”, con dichiarazioni del tutto inedite che Il Vibonese pubblica in esclusiva. Dichiarazioni che rischiano di non far dormire sonni tranquilli a più di qualche politico locale e, al tempo stesso, gettano un fascio di luce sulle vicende politiche che hanno interessato il Comune di Mileto negli ultimi anni. Un periodo di continua instabilità, con ripetute crisi politiche e dimissioni da parte di sindaci e amministratori, sino allo scioglimento degli organi elettivi per infiltrazioni mafiose, che porta la data dell’aprile del 2012, confermato sia dal Tar che dal Consiglio di Stato. “Salvatore Pititto mi diceva che i Mesiano erano un gruppo, una famiglia ed erano importanti come lo erano i Pititto. Inoltre mi diceva anche “al Comune comandiamo noi”, parlando del Comune di Mileto”. E’ il 14 marzo del 2017 quando Oksana Verman – che da poco più di un mese ha avviato la collaborazione con la giustizia – affronta il capitolo ‘ndrangheta e politica a Mileto in un interrogatorio reso dinanzi al pm della Dda di Catanzaro, Annamaria Frustaci, al pm della Procura di Vibo Valentia, Benedetta Callea, e ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo guidati dal maggiore Valerio Palmieri. “Pititto mi diceva che andava a chiedere i voti in occasione delle elezioni, poi in alcune circostanze mi ha anche detto che se non facevano quello che dicevano loro, poi buttavano giù il Comune. Non so esprimermi con le parole giuste – fa mettere a verbale la Verman – però da quello che mi diceva Pititto io capivo che lui, nel periodo delle elezioni andava a chiedere i voti e che poi se le persone non facevano cosa gli veniva chiesto trovavano un modo per far cadere il Comune”. Oksana Verman svela quindi il sostegno dei Pititto ad alcuni candidati alle elezioni comunali sui quali sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi. Qualche amministratore locale, inizialmente appoggiato dalla consorteria, avrebbe alla fine voltato le spalle ai Pititto e da qui i propositi di “buttare giù il Comune”. Un racconto, quello della Verman, che potrebbe mettere in imbarazzo più di qualche esponente politico locale, anche perché molti dei racconti fatti dalla collaboratrice di giustizia coincidono con quanto accertato dalla Commissione di accesso agli atti che ha portato nel 2012 allo scioglimento degli organi elettivi dell’ente per infiltrazioni mafiose. 
“A Mileto ci si trova dinanzi ad un quadro di reiterati, pesanti e perniciosi condizionamenti da parte di associazioni criminali di stampo mafioso sull’amministrazione comunale – si legge infatti nella relazione di scioglimento del 2012 – , condizionamenti che hanno assunto, nel tempo e grazie alle pressioni e ai favori di alcuni dei locali amministratori, una ripetitività e una pervasività tali da condurre ad una diffusa prassi di illegalità alla base delle scelte politiche, ispirate da logiche clientelari, contiguità e parentele con ambienti mafiosi, e non di rado ad una paralisi della stessa attività amministrativa del Comune nei più svariati settori della res pubblica affidati alla sua cura”. Anche il decreto di scioglimento per infiltrazioni mafiose aveva quindi ben evidenziato la presenza e l’influenza del clan Pittito-Prostramo-Iannello, originario della frazione di San Giovanni, nel tessuto sociale, economico e politico di Mileto al pari del clan Galati con centro delle proprie attività la frazione di Comparni, e la famiglia Mesiano attiva a Calabrò. Una “incontrastata influenza della criminalità sulla vita politica e amministrativa di Mileto”, dunque, sulla quale hanno inteso riaccendere i riflettori la Dda di Catanzaro ed i carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo. Le dichiarazioni di Oksana Verman rischiano di provocare un vero e proprio “terremoto” nella politica locale che, ben prima dello scioglimento per mafia, ha conosciuto lustri di instabilità sui quali gli inquirenti intendono ora andare sino in fondo. E le “sorprese” potrebbero essere solo all’inizio…

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