Omicidio-suicidio a Paravati, comunità sconvolta per la tragica fine dei coniugi Milidoni (VIDEO)

Due persone tranquille, una vita vissuta fianco a fianco. Poi la malattia della donna e il terribile epilogo: lei colpita violentemente con un bastone, lui impiccatosi ad una trave di un pollaio accanto alla loro casa

Due persone tranquille, una vita vissuta fianco a fianco. Poi la malattia della donna e il terribile epilogo: lei colpita violentemente con un bastone, lui impiccatosi ad una trave di un pollaio accanto alla loro casa

La scena della tragedia a Paravati
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È una comunità attonita, quella che nella serata di ieri ha accolto la notizia dell’omicidio-suicidio dei due coniugi di Paravati Saverio Milidoni e Concetta Furci. Un territorio che da qualche tempo si ritrova, suo malgrado, costretto periodicamente a fare i conti con l’ennesimo “maledetto” caso di morte violenta. Solo per menzionarne uno, è del maggio dello scorso anno il barbaro eccidio del 15enne Francesco Prestia Lamberti, perpetrato da un coetaneo per futili motivi. Ieri sera, invece, ad entrare tra gli annali dei tristi fatti di cronaca, sono stati due anziani pensionati residenti nel paese che ha dato i natali alla mistica Natuzza Evolo. Due persone “normali”, per bene, due coniugi come tanti della frazione miletese che, quasi sicuramente, sono rimasti essi stessi vittima del loro dolore, schiacciati dal peso di una croce dimostratasi, al crepuscolo di ieri, evidentemente insopportabile. Per capirne di più bisognerà attendere l’autopsia (che si svolgerà presumibilmente nella giornata di domani) disposta solo sul corpo della donna, con ogni probabilità uccisa da un violento colpo al capo assestato con un bastone o altro corpo contundente. Resta la tragedia consumatasi tra le campagne di Paravati, in una casa di località Arderia. Molto probabilmente originatasi tra le mura domestiche, nei segreti meandri della psiche e del dolore vissuto in solitudine, nel lento scorrere delle ore, dei giorni e delle stagioni.  Una vita trascorsa fianco a fianco, quella dell’83enne Saverio e dell’82enne Concetta. Sin da giovani, fin da quando per amore avevano deciso di fidanzarsi e di convolare a nozze. Dal matrimonio erano nati Carmela e Rocco, entrambi sposati con figli, quest’ultimo imprenditore edile in nord Italia. Giornate divise tra casa, “chiesa” e lavoro nei campi di proprietà, ubicati alla periferia ovest della frazione miletese. Un’attività che ha permesso alla famiglia di vivere dignitosamente, grazie alla vendita dei prodotti coltivati in loco. Poi, l’arrivo dell’età pensionabile, dei comprensibili acciacchi, in ultimo della demenza senile che pian piano si porta via la vera Concetta, rendendola presente con il corpo ma non con la mente. Un peso insopportabile, evidentemente, che ha portato alla tragica serata di ieri. Forse l’ennesimo incolpevole comportamento “insensato” della donna, forse lo scatto d’ira del marito e il disperato estremo gesto di quest’ultimo. Di certo rimane la scena presentatasi davanti agli occhi delle Forze dell’ordine, accorsi sul posto in seguito all’allarme lanciato da un parente. Concetta con la testa completamente ricoperta di sangue, riversa esanime per terra nei pressi della casa rurale. Saverio qualche metro più in là, appeso con un laccio al collo ad una bassa trave di un pollaio accanto alla loro casa. L’uomo è stato trovato inginocchiato, come a voler assicurarsi la morte a tutti i costi, vista la scarsa altezza della trave alla quale si era appeso. Di sicuro rimane l’ennesima immane tragedia che ha colpito una famiglia e l’intera comunità miletese, degli anziani coniugi privi di vita, due vittime e, forse, almeno in questo caso… nessun colpevole.

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