Cancello chiuso alla Villa della gioia a Paravati, il figlio di Natuzza: «Azione strumentale»

Lo scorso 26 luglio, nella Giornata della promessa, esposto il cartello con il singolare avviso. Antonio Nicolace parla a Il Vibonese e dice: «si è voluto mettere in difficoltà il vescovo non prendendo esempio da mia mamma che ha sempre dimostrato obbedienza alla Chiesa» 

Lo scorso 26 luglio, nella Giornata della promessa, esposto il cartello con il singolare avviso. Antonio Nicolace parla a Il Vibonese e dice: «si è voluto mettere in difficoltà il vescovo non prendendo esempio da mia mamma che ha sempre dimostrato obbedienza alla Chiesa» 

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Il cartello comparso sul cancello della Villa della Gioia
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Il 26 luglio, anniversario della Giornata della promessa, la Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati, sorta anni fa su input della mistica Natuzza Evolo, è rimasta chiusa ai fedeli. Sul cancello sbarrato della “Villa della gioia”, nell’occasione per tutto il giorno ha campeggiato il cartello con la comunicazione che la Fondazione rimaneva chiusa “per ottemperare all’invito di Sua eccellenza monsignor Luigi Renzo che non ritiene opportuno che sia svolta alcuna manifestazione al suo interno”. Al che, alcuni pellegrini giunti a Paravati, una volta trovato chiuso il cancello, se la sono presa con il vescovo che già dallo scorso anno, in mancanza delle riforme dello statuto da lui richieste e del conseguente ritiro del decreto di religione e di culto, aveva invitato la Fondazione a non svolgere funzioni religiose pubbliche al suo interno. 

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Oggi, a dare alcuni chiarimenti al riguardo al fine di «evitare equivoci» è Antonio Nicolace, il figlio dell’umile donna morta nel giorno di Ognissanti del 2009. Quello che la stessa “Mamma Natuzza” definiva il “monello” di casa. «Non è affatto vero – spiega il figlio della mistica a Il Vibonese – che monsignor Renzo ha voluto la chiusura del cancello della Fondazione. Il nostro vescovo, così come del resto richiesto da un anno, ha solo invitato a non svolgere nell’occasione funzioni pubbliche nella struttura. Non si capisce bene, allora, come mai la via principale di accesso per visitare la Grande chiesa e per sostare sulla tomba di mia madre sia stata sbarrata proprio il 26 luglio, quando per quasi tutti i giorni dell’anno rimane regolarmente aperta. Si sapeva benissimo che per la Giornata della Promessa a Paravati sarebbero giunti numerosi pellegrini. La verità – aggiunge – è che con queste azioni, scritte e divieti si vuole far fare brutta figura e mettere in difficoltà sua eccellenza, non prendendo esempio da mia mamma, che in vita ha sempre nutrito massimo rispetto e dimostrato obbedienza ai vescovi e alla Chiesa, anche quando sono state messe in discussione la sua buona fede e le sue capacità mentali». 

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