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Nella complicata partita a scacchi giocata con la diocesi di Mileto, l’istituzione voluta dalla mistica di Paravati compie un passo in direzione di monsignor Renzo e chiede di tornare al “tavolo delle trattative”

L'altare della "Grande chiesa" voluta da Natuzza Evolo
Cronaca

Arrivano segnali contrastanti nell’ambito di una possibile risoluzione dello scontro in atto tra la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e la Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati, successivo alla mancata approvazione delle riforme richieste tempo fa dal vescovo Luigi Renzo. A dire il vero, se si guardassero solo le “fonti” ufficiali il solco tra le parti apparirebbe, oggi, ancora più profondo, addirittura incolmabile. A poche ore dalla scadenza del 20 agosto, infatti, data fatidica entro cui il presule ha invitato a dare finalmente il via alle modifiche statutarie, si registra l’organizzazione, all’interno della Fondazione, del “Concert band di Melicucco” in ricordo di “Mamma Natuzza”. L’evento di musica classica è previsto alle ore 18 del 23 agosto, in occasione dell’anniversario della nascita della mistica. Gli stessi giorno, luogo e ora in cui, tra l’altro, qualora fossero arrivati segnali di buona volontà e fosse stato richiesto, monsignor Renzo, così come fatto in altre occasioni, avrebbe probabilmente celebrato una Santa messa in suffragio della mistica, nonostante la revoca del decreto di religione e di culto. La rottura, tenendo in dovuto conto questi dati, apparirebbe dunque totale, così come altamente probabile la futura messa in liquidazione dell’Ente. (L'articolo prosegue sotto la pubblicità)

Per fortuna dei tanti devoti della mistica sparsi per il mondo, però, le cose da quanto trapela non stanno proprio così. Nella realtà, infatti, “sotto banco” contatti tra le parti e prove di dialogo ci sarebbero stati, eccome. E, quindi, la speranza di evitare l’irreparabile a pochi metri dal baratro rimane ancora in piedi, fermo restando che nulla potrà essere più come prima e che con il lento scorrere del tempo tutto diventa più difficile. Nello specifico, nelle scorse ore da parte della Fondazione sarebbe stata inoltrata al vescovo una richiesta di istituzione di una commissione paritetica che approfondisca la questione. Una mossa che, di fatto, almeno per il momento permetterebbe di scongiurare l’intenzione della diocesi di tagliare definitivamente i ponti e di avviare l’iter di scioglimento di quella che, la stessa “Mamma Natuzza”, definiva la sua sesta figlia. Il presule miletese, quale ulteriore segnale di buona volontà, infatti, sarebbe sostanzialmente propenso a dare il suo assenso alla nascita di tale organismo, fermo restando che attenderebbe che dalle parole si passi sin da subito ai fatti e che rimarrebbero indiscutibili e improrogabili i principi cardine delle riforme dello statuto da lui, ad oggi, inutilmente richieste

Tra questi, l’eliminazione dallo statuto del testamento spirituale della mistica, con l’aggiunta della sottolineatura che lo spirito della Fondazione è costituito dalla volontà manifestata espressamente dalla stessa in tale documento datato 11 febbraio del 1998, e il passaggio della cura e della gestione della “Grande chiesa”, ormai ultimata, alla diocesi. La sensazione è che ci si trovi in una fase cruciale della vicenda e che, forse, è giunto il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Dimostrando con i fatti di avere realmente a cuore la figura di “Mamma Natuzza”, di non voler disperdere l’enorme eredità spirituale da lei elargita in vita e, magari, di avere la forza di rinunciare per un fine più alto all’orticello “coltivato” negli anni. Anche perché i milioni di fedeli che fanno riferimento all’umile donna di Paravati, poco avvezzi alle “beghe” di quartiere e di partito, hanno due soli desideri: che la chiesa della “Villa della gioia” venga consacrata nel minor tempo possibile, che l’iter di beatificazione proceda spedito.        

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Lacnews24.it
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