Malagiustizia a Vibo Valentia: udienze civili rinviate di due mesi

Carenze strutturali e inagibilità dei locali al nuovo palazzo di giustizia. Critica la situazione alla sezione Lavoro con un solo magistrato sommerso di cause

Carenze strutturali e inagibilità dei locali al nuovo palazzo di giustizia. Critica la situazione alla sezione Lavoro con un solo magistrato sommerso di cause

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Prorogata la sospensione delle udienze dei procedimenti civili al nuovo Tribunale di Vibo Valentia. La decisione arriva dal presidente del Tribunale, Alberto Filardo, a causa dell’inagibilità dell’edificio. Altri 60 giorni proroga e quindi niente udienze civili per tutto settembre ed ottobre. Se ne riparlerà a novembre. Il comando provinciale dei Vigili del fuoco aveva invitato il Comune ad effettuare alcuni lavori necessari per la messa in sicurezza della struttura, ad iniziare dalle uscite di emergenza in caso di pericoli. Nulla è stato però portato a termine (per le uscite di sicurezza si resta in attesa della verifica di regolarità da parte dei Vdf) e da qui la decisione del presidente del Tribunale che è motivata però anche da altre mancanze. Il Ministero delle Giustizia aveva infatti invitato il Provveditorato alle opere pubbliche di Catanzaro ad eseguire in via d’urgenza alcuni lavori (quantificati in 400mila euro), ma anche in questo caso tutto è ancora in “alto mare”. Le situazioni di pericolo all’interno del nuovo Tribunale di via Lacquari non sono dunque cessate e da qui la decisione di rinviare le udienze civili (giudice di pace in primis che non tiene udienze utili da oltre quattro mesi) di altri due mesi. Ad aprile si era registrato al piano terra dell’edificio il crollo di parte della controsoffittatura e nell’occasione erano stati i Vigili del fuoco ad imporre alcune precise prescrizioni per mettere in sicurezza il palazzo di giustizia. Intanto per il 10 settembre prossimo, al fine di discutere della problematica, è prevista una riunione presieduta dal presidente del Tribunale, Alberto Filardo, che vedrà partecipare il procuratore Bruno Giordano, il presidente dell’Ordine degli avvocati Giuseppe Altieri, il sindaco Elio Costa, il comandante dei vigili del fuoco Salvatore Tafaro ed il rup Claudio Decembrini. Oltre alle carenze strutturali, particolarmente delicata si presenta poi la situazione nella sezione Lavoro. Nonostante l’arrivo di tanti giovani magistrati, a tale sezione – di certo la più importante e delicata in ogni Tribunale – è stato assegnato un solo giudice, Ilario Nasso, che va ad affiancare Anna Maria Loiacono, magistrato con una grande esperienza alle spalle ma assente da tempo per motivi di salute. Una situazione difficile che andrebbe “sanata” al più presto perché la montagna di lavoro da smaltire cresce sempre più e perché un solo magistrato – pur preparato, capace e volenteroso come Ilario Nasso – di certo “miracoli” non può compierne. A farne le spese la parte più debole del mondo del lavoro, giovani e padri di famiglia che aspettano da anni (nonostante la riforma “Fornero” sulla carta preveda decisioni in tempi rapidissimi) la riaffermazione dei propri diritti, spesso violati palesemente da datori di lavoro senza scrupoli che confidano sull’impunità e su una macchina della giustizia che, a queste latitudini, fa acqua da tutte le parti. Sino a quando?    LEGGI ANCHE: Nuovo tribunale a rischio chiusura, avvocati e politica in allerta  

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