Provincia Vibo: ascoltati due testi nel processo per i fondi ai gruppi consiliari

Peculato e falso ideologico i reati contestati. In aula due componenti del collegio dei revisori dei conti

Peculato e falso ideologico i reati contestati. In aula due componenti del collegio dei revisori dei conti

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E’ proseguito stamane dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Giulio De Gregorio, il processo nei confronti di sette imputati rimasti coinvolti nell’inchiesta sui presunti fondi illegittimi ai gruppi consiliari della Provincia. In particolare, ad essere ascoltati oggi in aula ed a rispondere alle domande del pm e poi degli avvocati Gaetano Scalamogna e Domenico Colaci sono stati i testi Franco Tigani e Pasquale Contartese, all’epoca componenti del Collegio dei revisori dei conti della Provincia in un arco temporale ricompreso fra il 2008 e il 2011. Il teste Franco Tigani ha risposto ad alcune domande tecniche relative alla gestione del bilancio della Provincia ed agli squilibri finanziari dovuti anche all’eccessivo numero di personale in servizio nell’ente locale. Rispondendo alle domande dell’avvocato Scalamogna sulla correttezza dei fondi assegnati ai gruppi consiliari, i due testi hanno però risposto di non essersi occupati dei controlli. Controlli al centro del capo di imputazione per come ricordato al presidente del Collegio dall’avvocato Domenico Colaci. Il Tribunale ,dopo l’escussione dei due testi, ha così rinviato il processo al 4 dicembre prossimo per sentire altri testimoni citati dalla pubblica accusa. Gli imputati sono: Francesco De Nisi, ex presidente della provincia di Vibo Valentia (in foto a destra); Giuseppe Barilaro, ex presidente del Consiglio provinciale di Vibo ed attuale sindaco di Acquaro; Giuseppe Condello, ex consigliere provinciale ed attuale sindaco di San Nicola da Crissa; Giuseppe Raffele, ex consigliere provinciale, già consigliere comunale a Serra San Bruno e candidato alla presidenza della Provincia nel settembre del 2014 in quota Udc e non eletto; Antonio Vinci, ex dirigente della Provincia di Vibo (in foto in basso); Armanda De Sossi, ex dirigente della Provincia di Vibo; Carlo Brosio, ex consigliere provinciale. Peculato e falso ideologico i reati contestati dalla Procura che aveva avanzato una richiesta di rinvio a giudizio già dal luglio del 2015. Nei confronti di Raffele, Barilaro, Condello, Brosio e Vinci, la pubblica accusa contesta pure il reato di falso ideologico per aver “falsamente attestato”, secondo l’accusa, la quantificazione nel 2010 di fondi assegnati ai gruppi consiliari per 73 mila euro. Somma di cui tutti gli imputati (e da qui l’accusa di peculato) avrebbero agevolato l’appropriazione da parte degli effettivi beneficiari dei fondi. Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati Domenico Colaci, Gaetano Scalamogna, Antonio Porcelli, Giuseppe Di Renzo, Antonio Barilaro e Pino Altieri. La Provincia di Vibo in tale processo figura quale parte lesa.

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