Sequestrata per 17 ore e incatenata: ecco tutte le accuse contro i fratelli Lo Bianco di Vibo – Video

Pestata e rinchiusa in due magazzini per la contrarietà della famiglia Lo Bianco a ricevere in casa loro anche due figli che la donna aveva avuto da altre relazioni

Pestata e rinchiusa in due magazzini per la contrarietà della famiglia Lo Bianco a ricevere in casa loro anche due figli che la donna aveva avuto da altre relazioni

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Sequestro di persona. E’ questa l’accusa che viene mossa in concorso ai fratelli Leoluca Lo Bianco, 47 anni, Antonio Lo Bianco, 41 anni, e Salvatore Lo Bianco, 37 anni (in foto in basso), tutti di Vibo Valentia. In particolare, avrebbero fatto scendere con violenza Vanessa Currà da una Ford Focus sulla quale viaggiava con il compagno Luca Lo Bianco, dapprima accerchiandola, impedendole così di allontanarsi, per poi iniziare a percuoterla con pugni e calci, bloccandole i polsi dietro la schiena con una corda e legandola anche dai piedi. Dopo averla imbavagliata, secondo l’accusa l’avrebbero scaraventata nel vano di un furgone Renault Traffic di colore giallo e poi condotta in un magazzino di Ionadi legandola con le braccia ad un macchinario per la tosatura delle nocciole, pestandola violentemente e reiteratamente in ogni parte del corpo con tavole di legno e di ferro, oltre che con pugni e calci. Antonio Lo Bianco – ad avviso del gip, della Procura e dei carabinieri – avrebbe inoltre minacciato la donna di morte mostrandole una pistola detenuta nel furgone. La donna di 40 anni, di Pernocari, frazione di Rombiolo, mantenuta sempre legata, sarebbe poi stata caricata nuovamente sul furgone e trasportata in un altro magazzino di Briatico e qui incatenata ad una scaffalatura di metallo, continuando ininterrottamente a percuoterla con calci e pugni, lasciandola bloccata e imbavagliata sino al giorno successivo, ovvero domenica 23 settembre. I tre fratelli Lo Bianco sono poi accusati di detenzione illegale della pistola, verosimilmente una calibro 7,65. Il reato di lesioni aggravate viene contestato per via delle gravi ferite riportate dalla compagna di Luca Lo Bianco: ecchimosi agli occhi, alla spalla, al braccio ed ai gomiti, oltre a profonde lesioni su quasi tutto il corpo giudicate guaribili in 15 giorni. Al solo Antonio Lo Bianco (in foto a sinistra) viene inoltre contestato il reato di minaccia aggravata, mentre al solo Leoluca Lo Bianco (in foto in alto a destra) viene contestato il reato di maltrattamenti in famiglia per aver maltrattato la compagna durante la convivenza colpendola con calci e pugni e minacciandola di morte a più riprese. I dissapori fra Leoluca Lo Bianco e la donna sarebbero nati in particolare dalla contrarietà della famiglia Lo Bianco a far vivere in casa loro due figli che la donna aveva avuto da altre due precedenti relazioni. E’ stato il primo figlio della donna a sporgere denuncia ai carabinieri per la scomparsa della madre. Da qui l’avvio delle indagini, le contraddizioni in cui sarebbe caduto Leoluca Lo Bianco ed i riscontri effettuati dai carabinieri che hanno portato ai tre arresti. Gli indagati sono difesi dall’avvocato Michelangelo Miceli e compariranno domani dinanzi al gip per gli interrogatori di garanzia.     LEGGI ANCHE: Donna aggredita, sequestrata e picchiata, arrestati tre fratelli a Vibo