Decreto Sicurezza, dai Cas del Vibonese alla strada il passo è breve – Video

Diversi i ragazzi appena maggiorenni, ospiti del Centro di accoglienza di Vallelonga, chiamati in Questura per vedersi comunicare le conseguenze del provvedimento voluto dal ministro Salvini

Diversi i ragazzi appena maggiorenni, ospiti del Centro di accoglienza di Vallelonga, chiamati in Questura per vedersi comunicare le conseguenze del provvedimento voluto dal ministro Salvini

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Inizia dal Vibonese lo “sfratto” dei ragazzi ospiti dei Centri di accoglienza straordinaria appena divenuti maggiorenni e che, pur avendo ottenuto il permesso di soggiorno umanitario, non possono più essere trasferiti negli Sprar, cioè nei centri pensati per l’integrazione. Sono le conseguenze del decreto “Sicurezza” voluto dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha di fatto cancellato la protezione umanitaria. Alle Prefetture, quindi, non è rimasto altro da fare che comunicare ai tanti ragazzi la loro uscita dai progetti di accoglienza, pur non essendo affatto clandestini. Via dai Cas, dunque, per finire in mezzo alla strada. Una decisione dolorosa comunicata oggi in Questura a Vibo Valentia a tanti ragazzi ospiti del Cas di Vallelonga. Come Ibrahim, senegalese e poco più che maggiorenne. Fino a ieri sera anche lui era ospite del centro di accoglienza straordinaria (Cas) di Vallelonga, struttura gestita dalla cooperativa sociale “Stella del Sud”. Uno dei tanti disperati giunti minorenni in Italia sui barconi ed accolto nel nostro Paese per motivi umanitari. A Vallelonga è rimasto un anno, ma ora deve andare via. Come i suoi compagni che, insieme a lui, stamattina hanno raggiunto la Questura di Vibo Valentia. Per Ibrahim e per tutti gli altri è cessata la misura di accoglienza. Da oggi si ritrova così solo, senza soldi e senza un posto dove andare. Con Ibrahim c’è anche Suba, anche lui del Senegal e da stamattina in mezzo alla strada. Ibrahim, Suba e tutti gli altri sono così i primi ragazzi a rientrare nel nuovo decreto Salvini sull’immigrazione che ha cancellato, di fatto, la protezione umanitaria prevista dal Testo Unico sull’immigrazione, tranne in casi eccezionali: vittime di violenza domestica o grave sfruttamento lavorativo, bisognosi di cure mediche o provenienti da un Paese che si trova in una situazione di eccezionale calamità. In strada o nelle baraccopoli tutti gli altri. La “sicurezza” voluta dal decreto Salvini ha anche questo volto. Quello di ragazzi che, apenna divenuti maggiorenni, devono lasciare i Cas per il nulla. 

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