Omicidio Ripepi a Piscopio, ordinanza di custodia cautelare per i due indagati

Resta in carcere Giuseppe Carnovale, passa ai domiciliari Michele Ripepi. Fermo non convalidato

Resta in carcere Giuseppe Carnovale, passa ai domiciliari Michele Ripepi. Fermo non convalidato

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Fermo non convalidato per mancanza del pericolo di fuga, ma emessione di un’ordinanza di custodia cautelare. Questa la decisione del gip del Tribunale di Vibo Valentia, Graziamaria Monaco, nei confronti di Giuseppe Carnovale, 48 anni, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e nei confronti di Michele Ripepi, 18 anni, destinatario di un’ordinanza agli arresti domiciliari. Entrambi gli indagati di Piscopio sono indagati per l’omicidio di Massimo Ripepi, il 42enne ucciso domenica mattina a colpi di pistola in via Regina Margherita a Piscopio. Un omicidio premeditato secondo gli inquirenti (carabinieri della Stazione di Vibo e Squadra Mobile), coordinati dal pm Corrado Caputo. Mercoledì sera era stato lo stesso Giuseppe Carnovale a presentarsi ai carabinieri accompagnato dal suo avvocato Adele Manno. Aveva confessato di aver sparato contro l’ex cognato Massimo Ripepi al termine di un diverbio. Una versione che non aveva del tutto convinto gli inquirenti che hanno infatti contestato la premeditazione del delitto. In ogni caso, il fatto che Giuseppe Carnovale si sia consegnato ha fatto escludere al gip il pericolo di fuga necessario per convalidare il fermo. Carnovale uscendo dalla Stazione dei carabinieri di Vibo aveva urlato che il nipote Michele Ripepi, figlio della vittima, non era coinvolto nel delitto. Una versione ripetuta anche dinanzi al giudice che ha però solo attenuato la misura cautelare per il ragazzo che ha lasciato il carcere per i domiciliari. Per il gip l’accusa nei suoi confronti va riqualificata in favoreggiamento personale nei confronti dell’autore dell’omicidio del padre. Insussistenza della gravità indiziaria, invece, per i reati di porto e detenzione di arma da fuoco. Massimo Ripepi è stato raggiunto da almeno tre colpi di pistola, mentre i bossoli raccolti da carabinieri e polizia sulla scena del delitto sono una decina.  LEGGI ANCHE:  Omicidio Ripepi a Piscopio, un delitto premeditato dal figlio e dall’ex cognato – Video

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