Peppino Macrì vince la sua battaglia: l’Inps ripristina la pensione d’invalidità

Il responsabile regionale del patronato Encal Cisal Nino Di Bella esulta: «Giustizia è fatta ma se a Serra San Bruno ci fosse stato un vero ufficio tutto ciò sarebbe stato evitato»

Il responsabile regionale del patronato Encal Cisal Nino Di Bella esulta: «Giustizia è fatta ma se a Serra San Bruno ci fosse stato un vero ufficio tutto ciò sarebbe stato evitato»

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Peppino Macrì e Nino Di Bella
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«Finalmente giustizia è stata fatta: a Peppino Macrì è stata riconosciuta l’invalidità al 75%. Evidentemente, prima qualcuno aveva commesso un errore piuttosto grave». Il già vicesindaco di Dinami e responsabile regionale del patronato Encal Cisal Nino Di Bella esulta dopo gli esiti positivi della visita a cui è stato sottoposto il suo assistito. Il 58enne, che vive in «condizioni difficili in un alloggio popolare» e si trova in «uno stato di solitudine relazionale in via di ulteriore peggioramento», percepiva una pensione di circa 290 euro, che però, a seguito della domanda di aggravamento determinata dal peggioramento dell’udito, gli «era stata paradossalmente revocata dall’Inps». Tramite il patronato aveva presentato il ricorso che adesso è stato accolto ripristinando di fatto la situazione antecedente alla vicenda. «Ringrazio i medici che hanno constatato quella che è una palese verità, cioè la triste condizione di Peppino – sostiene Di Bella – ma oggi mi sento di dire che chi svolge un ruolo così delicato nel settore della previdenza deve stare attento ed essere un po’ più ancorato alla realtà. Altro che documentazione carente, Peppino purtroppo ha problemi seri e l’Inps questo lo sapeva. Il nuovo verbale lo certifica una volta di più e gli restituisce una pur minima certezza. Questa vicenda – conclude Di Bella – testimonia comunque la necessità di una postazione Inps più legata al territorio e più consapevole delle decisioni che prende. In questo senso, se in realtà come Serra San Bruno ci fosse stato, come in passato, un vero Ufficio e non un semplice Punto Inps, questi disagi sarebbero stati evitati. Auspico dunque che le logiche di taglio ragionieristico cedano il passo alla soddisfazione dei bisogni della gente».

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