Folla silenziosa a Scaliti di Filandari alla marcia per Francesco Vangeli – Video-Foto

Tanta gente anche in chiesa per stringersi attorno ad una famiglia distrutta dal dolore per la scomparsa del 26enne di cui non si hanno più notizie dal 10 ottobre

Tanta gente anche in chiesa per stringersi attorno ad una famiglia distrutta dal dolore per la scomparsa del 26enne di cui non si hanno più notizie dal 10 ottobre

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Scaliti di Filandari si stringe attorno al dolore della famiglia Vangeli. I fratelli, il padre, la madre di Francesco Vangeli, il 26enne scomparso nel nulla lo scorso 10 ottobre, probabile vittima “lupara bianca”. Oltre 200 le persone presenti alla fiaccolata ed alla marcia silenziosa organizzata per non dimenticare Francesco. Per dare voce ad un territorio che dice basta alle vittime innocenti della cultura mafiosa. Alla fiaccolata è seguita una messa nella chiesa di San Pietro Apostolo. L’ipotesi che ha preso corpo nei giorni scorsi, e che assume maggiore consistenza ora dopo ora, è che il giovane, incensurato e proveniente da una famiglia perbene, sia rimasto vittima dell’ennesimo caso di lupara bianca a causa di una relazione intrapresa con una ragazza del luogo e non gradita a soggetti ritenuti organici alla criminalità organizzata. Non a caso il fascicolo sulla sua scomparsa è finito all’attenzione della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, diretta dal procuratore Nicola Gratteri, che in tandem con la Procura di Vibo vuole approfondire i contorni di un vicenda sulla quale – nonostante il movente sia riconducibile a motivi passionali – si allungano funeste le ombre della ‘ndrangheta. Diretto alle madri dei responsabili il monito di Libera Vibo, presente con una delegazione guidata da Giuseppe Borrello. «Rivolgiamo un appello alle madri di coloro i quali si sono resi responsabili di un crimine atroce; solo una madre può comprendere l’amore profondo per un figlio. Aiutateli a pentirsi – afferma Libera -, a  convertirsi verso una giusta strada, a liberare la propria coscienza da un peso enorme fornendo informazioni utili al ritrovamento, in ogni caso, di Francesco. Qui c’è una mamma disperata che ancora attende di vedere rincasare il proprio figlio». 

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