Sorveglianza speciale, pena definitiva per l’ergastolano Pasquale Quaranta

Il 55enne di Santa Domenica di Ricadi accusato di aver ripetutamente frequentato Pasquale Prossomariti, poi coinvolto in "Costa Pulita"

Il 55enne di Santa Domenica di Ricadi accusato di aver ripetutamente frequentato Pasquale Prossomariti, poi coinvolto in "Costa Pulita"

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Inammissibile il ricorso di Pasquale Quaranta, 55 anni, di Santa Domenica di Ricadi, avverso la sentenza con la quale il 22 settembre dello scorso anno la Corte d’Appello di Catanzaro l’ha condannato ad otto mesi per violazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, consistita nell’abituale frequentazione di Pasquale Prossomariti, soggetto gravato da precedenti penali. Per la Cassazione, i giudici di secondo grado hanno ampiamente rappresentato come il numero, l’epoca e l’esito dei controlli che avevano riguardato Prossomariti rivelassero l’abituale frequentazione di costui da parte di Pasquale Quaranta, in condizioni incompatibili con il verificarsi di fatti solo occasionali. Circostanze oggettive non disconosciute dal giudice di primo grado, mentre i rapporti di parentela con Prossomariti non potevano rilevare, essendo risultati estranei alle circostanze degli incontri. Per i giudici non assumono poi alcun valore giustificativo le asserite esigenze dell’imputato di servirsi di un autista per supplire all’assenza della patente. Ciò perché tale assenza non poteva di certo costringerlo ad individuare quale conducente dell’auto proprio Prossomariti, “in modo da realizzare con lui quella abituale frequentazione che non gli era consentita secondo le ben note prescrizioni, rimaste pertanto consapevolmente violate”. Pasquale Quaranta (in foto) si trova detenuto per scontare un ergastolo rimediato al termine dell’operazione antimafia denominata “Peter Pan”. La sentenza della Cassazione è arrivata nel novembre dello scorso anno ed ha ritenuto Pasquale Quaranta colpevole in via definitiva dell’omicidio di Saverio Carone (avvenuto il 12 marzo 2004 a Santa Domenica di Ricadi) e delle tentate lesioni personali aggravate di Ivano Pizzarelli e Pietro Carone (30 novembre 2002 a Tropea e 6 giugno 2004 a Santa Domenica). Pasquale Prossomariti il 31 luglio scorso è stato invece condannato a 7 anni e 4 mesi di reclusione nel processo nato dall’operazione antimafia denominata “Costa Pulita”.  LEGGI ANCHE: ‘Ndrangheta: operazione “Peter Pan”, la Cassazione conferma l’ergastolo per Quaranta

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