Trasporto pubblico a Vibo, inchiesta sul servizio “fantasma” senza orari e fermate – Video

Nei cassetti del Comune giace da oltre un anno una manifestazione d’interesse per la realizzazione dell’arredo urbano. L’assessore Lombardo: «Dobbiamo capire perché i cittadini non utilizzano i mezzi pubblici» 

Nei cassetti del Comune giace da oltre un anno una manifestazione d’interesse per la realizzazione dell’arredo urbano. L’assessore Lombardo: «Dobbiamo capire perché i cittadini non utilizzano i mezzi pubblici» 

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Paline senza orari e pensiline rotte. Una delle principali fermate per il trasporto pubblico di Vibo Valentia, quella della biblioteca comunale, si presenta estremamente degradata. Il nostro viaggio, nella città capoluogo di una provincia ultima per qualità della vita, inizia proprio da qui. La missione è ardua. Senza orari affissi, difficile indovinare se e quando passa il bus. L’attesa è snervante. Neppure l’edicolante e il fruttivendolo, che ogni giorno stazionano lì, sanno aiutarci. Non rinunciamo e ci rivolgiamo al vicino terminal bus: la biglietteria può fornirci il biglietto, ma – paradosso tra i paradossi – non gli orari. Veniamo rimandati alla sede della Polizia municipale: è lì che viene organizzato il servizio, ma neppure il responsabile ha una copia degli orari. E allora non resta che metterci sulle tracce del mezzo arancione. Dopo aver percorso qualche chilometro, lo intercettiamo lungo via de Gasperi. E’ vuoto. Torniamo il giorno successivo. Questa volta però ci accompagna l’assessore alla viabilità Lorenzo Lombardo che – almeno lui – è riuscito a recuperare l’orario. «Consapevoli delle difficoltà – afferma -, già nel 2017 su iniziativa del mio assessorato è stato dato mandato ai dirigenti di avviare una manifestazione d’interesse per vedere se sul territorio c’erano delle aziende disposte a realizzare l’arredo urbano, composto da paline (dove poter mettere orari e percorsi) e da pensiline, perché il Comune non era nelle condizioni di poterlo fare con le proprie risorse finanziarie». Ma come è andata a finire la manifestazione d’interesse a distanza di ormai più di un anno? «Ancora di fatto non se ne conosce l’esito – la risposta di Lombardo -. Gli uffici stanno lavorando per capire come procedere eventualmente per l’affidamento, però la manifestazione è ancora in itinere». Alle 11.30 l’autobus passa da via Castello: pochi minuti di ritardo ed eccolo arrivare. Vuoto. «Il servizio c’è – aggiunge Lombardo – ma non viene utilizzato. Credo che sarebbe nostro compito capire perché il cittadino oggi preferisce utilizzare altri mezzi di trasporto». Il viaggio finisce. Metafora di come disincentivare un servizio che, quanto a qualità della vita, per mobilità e salubrità dell’ambiente, altrove fa la differenza. Anche questa è Vibo Valentia, capoluogo dell’ultima provincia d’Italia.

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